L’ultima erede della potente casata, morta il 18 febbraio 1743, con il “Patto di famiglia”, ha lasciato l’intero patrimonio artistico e culturale dei suoi predecessori al popolo di Firenze e della Toscana. Una scelta nata dalla consapevolezza che la costruzione di una bellezza, per così dire “pubblica”, sia parte essenziale della legittimazione dell’autorità di chi governa.