Ventuno corpi ritrovati ad Ajdabiya: vittime sono persone migranti e rifugiate provenienti dall’Africa subsahariana. Secondo i sopravvissuti, prima di venire sepolte, sarebbero state detenute, torturate e poi uccise a colpi di arma da fuoco. Intanto il nostro paese continua cooperare con le autorità libiche in nome del “soccorso marino”: secondo inchieste di media e Mediterranea, è targata Roma una nuova sala operativa per coordinare le operazioni di intercettazione