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Calcio, diplomazia e le relazioni opache Roma-Tripoli: il caso dei giocatori libici detenuti in Italia

Quei detenuti non sono solo persone condannate: sono diventate pedine di una opaca relazione bilaterale tra i due paesi. La Libia chiede trasferimenti, revisioni, almeno l’esecuzione della pena in patria. L’Italia ascolta, rinvia, gestisce. E il tempo si deposita sulle vite, trasformandole in materiale diplomatico. Il caso più noto è quello di Alaa Faraj