I casi Fornaroli e Minì dimostrano che senza un’intuizione di straordinaria lungimiranza come quella avuta da Wolff quando ha messo sotto contratto il pilota bolognese a 11 anni, coltivandone il talento, essere “promossi” dalle categorie inferiori – pur dominandole – può diventare molto complicato e non dipendere solo dalle proprie qualità. È il paradosso dell’odierna F1: meritocratica e antimeritocratica insieme