Il giornalista ha passato cinque anni nell’inferno delle prigioni bielorusse, dopo un processo a porte chiuse con accuse assurde. «Ho dormito su un asse di legno senza coperte, ho patito la fame e sono stato in isolamento. Il regime ha spezzato l’opposizione, tutti hanno paura di parlare». Mentre era dietro le sbarre, l’Ue gli ha conferito il Premio Sacharov per la libertà di pensiero