Il leader nordcoreano Kim Jong Un ha dichiarato solennemente la vittoria sul Covid-19. Lo riporta Yonhap, importante agenzia di stampa sudcoreana citando a sua volta media ufficiali nordcoreani. Kim ha fatto l'annuncio durante un incontro sulle misure antiepidemiche che ha presieduto.

Ha «dichiarato solennemente la vittoria nella campagna antiepidemica di massima emergenza per l’annientamento del nuovo coronavirus che aveva fatto breccia nel nostro territorio e per proteggere la vita e la salute delle persone», si legge. La notizia non può essere verificata in maniera indipendente. Come non poteva essere verificato il dato che voleva la Corea del Nord libera dal Covid-19 per oltre due anni, fino allo scorso 12 maggio, quando è stato annunciato il primo caso.

Isolati

L’isolamento del paese può essere letto in due modi diversi. Quello fisico fa pensare che effettivamente il contagio possa essere stato ritardato o almeno limitato. Ma c’è poi il totale isolamento dal resto del mondo, con un controllo totale sulle notizie che vengono fatte filtrare. La lotta al Covid-19 per Kim Jong Un è semplicemente un altro strumento di propaganda. Probabilmente fra i più efficaci.

Anche perché nelle scorse settimane la situazione non sembrava così rosea. Dopo aver ammesso i primi casi, in una settimana gli infettati avevano ufficialmente raggiunto la cifra dei due milioni, su una popolazione di 25 milioni e 700 mila abitanti. Entro fine luglio i casi sono precipitati a zero. Anche questo dato è difficile da verificare, anche considerando che la Corea del Nord non ha importato né test né vaccini contro il Covid.

La teoria dei palloncini

Kim Yo Jong sorella di Kim Jong Un (Jorge Silva/Pool Photo via AP, File)

Nel frattempo il leader supremo ha diffuso una curiosa teoria su come il Covid-19 sia arrivato. Sarebbe stato trasportato, dice, con alcuni palloncini lanciati dalla Corea del Sud. In effetti i palloncini vengono utilizzati per distribuire volantini di propaganda contro la Corea del Nord. La teoria che possano essere stati utilizzati per diffondere il Covid-19 invece è decisamente fantasiosa.

Ma fa capire come anche un virus – e ora la sua sconfitta – possa diventare lo strumento per polarizzare la popolazione, dividendo il mondo in due: noi e gli altri. Così Kim Yo Jong, sorella di Jong Un, ha minacciato la Corea del Sud sostenendo che l’invio di palloncini è un «crimine contro l’umanità» (sic). «È molto preoccupante che la Corea del Sud invii volantini, denaro, opuscoli e oggetti sporchi nella nostra regione», ha detto.

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