- Quando è esplosa l’emergenza Covid, a fine febbraio 2020, Milano ha reagito con un rifiuto netto, elaborando persino un video promozionale intitolato “Milano non si ferma” che le è costato carissimo in termini di vite umane e di immagine.
- L’orgogliosa resistenza contro la chiusura di viaggi ed eventi è stata spazzata via dall’annullamento del Salone, che ha scatenato una crisi isterica collettiva.
- Sembrava la fine del mondo. Contro ogni previsione, però, grazie ai risparmi privati e ai ristori, pare che i più siano riusciti ad arrangiarsi, ma soprattutto i dati dicono che il settore dell’arredamento ha tenuto meglio di molti altri.
La soap del Salone del mobile: autonomia del design e supremazia del turismo

14 giugno 2021 • 19:58