In una Parigi assediata dal caldo record l’altoatesino, avanti due set a zero, crolla nel match delle 12. Schiacciato da una temperatura sahariana, dalla stanchezza accumulata da marzo e dal dover pagare il conto con la sorte per la pioggia che, al Foro Italico, gli aveva permesso di riposare quando, contro Medvedev, aveva accusato un malore analogo. La sensazione è che stia diventando il testimonial perfetto dello sport che cambia. E non in meglio
Opinioni
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