Il coach di Conegliano, fresco vincitore dell’ottavo scudetto consecutivo, il nono in dieci anni, dopo un cammino impervio: «È fondamentale non sentirsi nessuno. Abbiamo costruito questo dna nel tempo. A dicembre eravamo con il morale sotto ai piedi, abbiamo capito che serviva qualcosa di diverso e non abbiamo avuto paura di reinventarci. Le ragazze sono state meravigliose». Ora testa alla Final Four della Champions League «più equilibrata di sempre». Due squadre turche, due italiane, quattro allenatori azzurri: «La nostra pallavolo insegna il mestiere un po’ ovunque»
Opinioni
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