- «Io compravo il bagnoschiuma a quasi tre euro, quando sono uscito l’ho trovato a novanta centesimi. Il sopravvitto è sempre stato caro e inaccessibile», dice un ex detenuto che racconta lo scandalo del cibo all’interno degli istituti di pena.
- Consiglio di stato e Corte dei conti hanno bloccato una procedura di assegnazione, in piedi da decenni, che favoriva i privati e puniva i detenuti.
- L’amministrazione penitenziaria non aveva fatto nulla, ma adesso è in guerra con le imprese che fanno cartello e presentano ricorsi. Le nuove gare ponte hanno una base d’asta a 5,70 euro e bisogna vigilare sui ribassi per non ripetere gli errori del passato.
Quello del cibo in carcere rischia di essere ancora un affare per pochi

30 dicembre 2021 • 09:30Aggiornato, 30 dicembre 2021 • 19:39