Presa di mira una concessionaria nel quartiere Torre Angela, sedici auto distrutte. L’indagine della Digos. Dalla proteste pacifiche al vandalismo contro le auto private trovate per strade, l’azienda di Elon Musk è nel mirino in mezzo mondo
Divorate dalle fiamme. Sedici auto elettriche di una concessionaria Tesla sono state incendiate all’alba di oggi, lunedì 31 marzo, con l’utilizzo di inneschi ad azione ritardata e acceleranti di combustione. È successo a Roma, nel quartiere periferico di Torre Angela, dove gli abitanti sono stati svegliati dal boato dell’esplosione. Sul fatto indaga la Digos della questura capitolina che, insieme ai vigili del fuoco del comando provinciale della Capitale, non esclude possa trattarsi di un’azione dolosa. Per gli investigatori inoltre la pista da seguire sarebbe quella riconducibile agli anarchici insurrezionalisti. E un commento, in serata, è arrivato anche dal patron del colosso americano, Elon Musk, che ha immediatamente bollato l’atto su X come “terrorismo”. «È la stagione dell’odio», ha detto invece sui social il leader del Carroccio Matteo Salvini.
Sul posto c’è stato un sopralluogo della polizia scientifica e dei reparti investigativi dei pompieri i quali, in base a quanto si apprende, avrebbero raccolto tracce sulla cui natura si mantiene il massimo riserbo. Estrapolate anche le immagini delle videocamere di sorveglianza che a stretto giro verranno esaminate dagli uomini della Digos e più in particolare dalla sezione specializzata “Area Antagonista”, la stessa che, insieme al Ros dei carabinieri e al nucleo informativo del reparto territoriale di Frascati, indaga sugli incendi di marzo e febbraio scorsi riguardanti il commissariato di polizia di Albano Laziale e il parcheggio della compagnia dei carabinieri di Castel Gandolfo.
«Collaboreremo con chi investiga sull’accaduto per determinare le cause dell’evento», il commento arrivato da Tesla in una nota. Nel quadrante est della Capitale, a Torre Angela, dove si è sviluppato l’incendio, non si è registrato nessun ferito. Solo la paura dei residenti. Le fiamme poi hanno interessato parzialmente anche la struttura in cui le sedici auto si trovavano parcheggiate.
Le indagini nel frattempo proseguono a ritmo serrato e, come detto, non possono non escludere la pista anarchica. L’azienda di Musk è da tempo nel mirino dei militanti della A cerchiata che, a Berlino, poche settimane fa, hanno rivendicato un’azione contro l’azienda pubblica Strabag, “colpevole” di lavorare alla realizzazione di una stazione merci per trasportare auto Tesla. «Nessuna azienda – è il messaggio diffuso dagli anarchici – rappresenta il nuovo fascismo tecnocratico al pari di Tesla».
Negli Stati Uniti le sedi di Tesla sono presidiate dai manifestanti anti-Musk da settimane: chiedono che il miliardario lasci l'incarico all'interno dell'amministrazione Trump. E in questo clima si sono verificati purtroppo anche numerosi episodi di vandalismo contro le auto di proprietà di comuni cittadini.
Il movimento “Tesla Takedown”, nato per protestare contro il first buddy, ha indetto sabato scorso un giorno di protesta con l'obiettivo di raggiungere 500 manifestazioni in tutto il mondo: la campagna avviata punta a convincere i proprietari di Tesla a cedere i loro veicoli e agli azionisti a vendere le loro azioni nel colosso delle auto elettriche, da cui Musk trae la maggior parte della sua ricchezza.
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