- I partiti che hanno tenuto Mario Draghi alla presidenza del Consiglio, invece che mandarlo al Quirinale, per fare le riforme hanno poi confermato i peggiori sospetti. Cioè che non sono affatto interessati all’efficacia dell’azione di questo governo, bensì a preparare le prossime elezioni del 2023.
- Senza il vincolo esterno dello spread, Draghi sa che riforme imposte a forza a questo parlamento verrebbero percepite come effimere, destinate a essere smontate nella nuova legislatura prima di produrre effetti.
- Se le riforme partono un po’ annacquate, però possono poi finire per risultare omeopatiche.
I rischi del “metodo Draghi” con i partiti impegnati a sabotare l’azione di governo


18 febbraio 2022 • 19:42Aggiornato, 20 febbraio 2022 • 18:13