- La morte nei campi per caldo e sfinimento di Camara Fantamadi, ragazzo del Mali di appena 27 anni, non è solo la morte di uno straniero senza diritti, trattato da schiavo e in preda alle agromafie che controllano il lavoro dequalificato e sottopagato.
- È anche il futuro che aspetta tutti noi se non usciamo dall’ambiguità in cui siamo piombati con l’inveterata abitudine italiana al lavoro nero e al sommerso.
- Con cinque milioni di posti a rischio, anche gli italiani sono costretti ad accettare condizioni capestro. La cattiva abitudine al lavoro nero deprime tutta l’economia e ci impoverisce.
La morte di Camara nei campi pugliesi anticipa ciò che potrebbe avvenire a tutti

26 giugno 2021 • 14:59