- Mattarella è cauto nelle parole di condanna, perché finirebbero per provocare la reazione di una destra meloniana che cementa la propria identità sul sentirsi minoranza aggredita e quindi sempre titolata a reagire, in qualunque modo.
- Meloni e i suoi “fratelli di Giorgia”, per citare titolo e tesi del libro di Salvatore Vassallo e Rinaldo Vignati, possono rivendicare di essere afascisti.
- Ma le istituzioni repubblicane devono però ricordarsi che non sono imparziali, ma antifasciste sulla base di una Costituzione che i partiti antenati di Fratelli d’Italia non hanno scritto ma che oggi tutti devono rispettare.
Perché perfino Mattarella evita di parlare di violenza fascista

25 febbraio 2023 • 00:00