04 agosto 2022 • 21:02Aggiornato, 04 agosto 2022 • 21:04
Il punto di riferimento storico di Vladimir Putin non sono sovrani come Pietro il Grande e Caterina, che hanno cercato di avvicinare la Russia all’Europa, ma il dispotismo reazionario di Nicola I.
Un volume dello slavista Bengt Jangfeldt ricostruisce la genesi storica del rapporto conflittuale della Russia con il vecchio continente e la nascita del movimento slavofilo.
Punto di arrivo di questo tensione è l’ideologica nazionalista basata sull’idea di unicità del popolo russo, il cui alfiere oggi è il filosofo Aleksandr Dugin
Elio Cappuccio (Siracusa 1954) è presidente del collegio di Filosofia siciliano. Insegna Filosofia moderna e contemporanea all’Istituto superiore di scienze religiose San Metodio. Già vicedirettore della rivista d’arte contemporanea Tema Celeste, è autore di articoli e saggi critici in volumi monografici pubblicati da Skira e da Rizzoli NY. Collabora con il quotidiano Domani e con il blog della Fondazione Luigi Einaudi.