Per raccontare la brutalità del capitalismo bisogna viverla
Photo by: Jan Woitas/picture-alliance/dpa/AP Images
Davide Orecchio
10 ottobre 2022 • 18:48Aggiornato, 10 ottobre 2022 • 19:13
Alla linea, di Joseph Ponthus, è un’autobiografia in prima persona, la storia di un giovane uomo, proletario, istruito, colto, che s’impiega come lavoratore interinale nell’industria agroalimentare della Bretagna
Lo stile di Ponthus è libero, erratico, anarchico, lirico: è l’esito di un attrito continuo tra il resoconto del lavoro e le fughe mentali dallo sforzo operaio (nella cultura, nella poesia, nella musica)
Perché questo libro ha avuto tanto successo? Forse perché racconta la fabbrica come un’esperienza che potrebbe capitare a tutti
Per continuare a leggere questo articolo
Sei già abbonato?
Davide Orecchio
Davide Orecchio ha scritto Storia aperta (romanzo, Bompiani, 2021, candidato al Premio Strega), L'isola di Kalief (con Mara Cerri, Orecchio Acerbo 2021), Il regno dei fossili (romanzo, il Saggiatore 2019), Mio padre la rivoluzione (racconti, minimum fax 2017. Premio Campiello-Selezione giuria dei Letterati 2018), Stati di grazia (romanzo, il Saggiatore 2014), Città distrutte. Sei biografie infedeli (racconti, Gaffi 2012. Nuova edizione: il Saggiatore 2018. Premio SuperMondello e Mondello Opera Italiana 2012)