- Litigavano spesso. Urlavano, lui batteva i pugni e gridava «Io sono il padrone di Corinto, io sono Periàndro! Te, Melissa, ti ho raccolto per la strada».
- Spesso, fuori di sé, Periàndro la scaraventava a terra, e allora Melissa passava dalle urla ai singhiozzi. Lui si chinava e la consolava, come se la furia gli fosse del tutto passata.
- Però quella sera il destino ha deciso diversamente. «Tutte le notti la stessa cosa. Mi addormento, e l’ultima cosa su cui i miei occhi si posano è il ritratto di Melissa … vedo i suoi occhi bianchi chinarsi su me ho l’impressione che il mio corpo diventi anch’esso di vapore».
Le radici profonde del femminicidio nella Corinto di Periàndro


30 luglio 2022 • 09:00Aggiornato, 23 agosto 2022 • 10:16