Sono passati dieci anni da quando Serena Brancale ha fatto il suo esordio a Sanremo, fra le nuove proposte (anche in quel caso con Carlo Conti alla conduzione). Allora presentò la canzone “Galleggiare”, un brano raffinato, dal sentore jazz, che oggi supera i 400mila ascolti su Spotify.

Da allora l’artista barese, classe 1989, si è costruita una buona nicchia di pubblico, fondendo generi diversi: il pop, il jazz, il soul e l’rnb. Ma è indubbio che per il ritorno all’Ariston abbia avuto la sua parte una canzone ritmata, elettronica, autoironica, sul baccalà, diventata virale sui social e su TikTok in particolare (in questo caso gli ascolti su Spotify sono più di 3 milioni e mezzo).

La stessa fusione di generi diversi ce la dobbiamo aspettare da Anema e core: un inno sull’esperienza che si acquisisce nel tempo, quando si impara ad apprezzare anche le piccole esperienze. Come un appuntamento: «Baby I love u, Nenné ti amo, Non lo so se ti suonerà neo-melodico, Ma stanotte ti dedico, Anema e core».

Anema e core

A febbraio a Sanremo fa ancora freddo, ma è probabile che Serena Brancale voglia portare un po’ di sole con sé. Un po’ per caso, Baccalà le ha permesso di uscire dai confini più ristretti di un pubblico impegnato. Il festival è l’occasione per consolidare questo successo.

In “Anema e core” ci sono delle piccole parti in dialetto barese. La filosofia di vita che esprime è appunto quella di chi cerca di vivere con passione.

Nella serata delle cover, duetterà con un’altra pugliese, Alessandra Amoroso, cantando If I ain’t got you di Alicia Keys.

© Riproduzione riservata