Nelle carceri italiane l’attitudine vendicativa sta cancellando la funzione rieducativa richiamata in Costituzione. Le condizioni di vita sono insostenibili, si riduce il ricorso alle pene alternative e con esse le progettualità mirate al reinserimento sociale e lavorativo.

La situazione è ancora più odiosa per persone minorenni e giovani, per cui a maggior ragione la reclusione dovrebbe essere misura residuale. Invece a ottobre 2024 negli Istituti penali minorili c’erano 570 persone: erano 496 a fine 2023 e 381 a fine 2022.

Non fa eccezione l’Ipm di Casal del Marmo di Roma: tra giugno 2023 e dicembre 2024 il numero di persone ristrette si è incrementato del 28%, arrivando a 63 (capienza massima 57).

Le conseguenze del decreto Caivano

È una conseguenza delle scelte del governo Meloni, che attraverso il Decreto Caivano da settembre 2023 ha incentivato il ricorso alla carcerazione di minorenni e giovani detenuti, in particolare in forma di misure cautelari e di esclusione dalla messa alla prova.

Pochi giorni fa il ministro della Giustizia è arrivato ad annunciare il primo trasferimento di decine di giovani detenuti dall’Ipm di Bologna al carcere per adulti per contrastare il sovraffollamento, senza neanche fare cenno all’idea alternativa del ricorso in maniera più massiva ai percorsi esterni.

Insomma, si va in direzione esattamente opposta a quella che richiederebbe il buonsenso e la più elementare civiltà, con il Ddl “sicurezza” presentato dai ministri Nordio, Crosetto e Piantedosi che radicalizza ulteriormente la situazione.

Un ex sistema avanzato

La centralità dell’approccio educativo ha reso per molto tempo il sistema italiano di giustizia penale minorile uno dei più avanzati in Europa e l’involuzione alla quale stiamo assistendo non è accettabile.

Le cicliche proteste della popolazione detenuta sono la conseguenza dell’aumento di senso di esclusione, solitudine, e disperazione vissuto da chi si trova ad avere la detenzione come unica risposta.

Chiediamo di mettere all'ordine del giorno nelle aule parlamentari il tema urgente della chiusura delle carceri minorili, da sostituire gradualmente con percorsi alternativi incentrati sui ragazzi e le ragazze e non sulla cancellazione di presente e futuro.

Facciamo appello a politici, intellettuali, organizzazioni sociali e di movimento, a giuristi e accademici, a tutte le persone e le realtà organizzate che hanno a cuore la democrazia di questo Paese affinché si levi forte la voce di chi la reclusione e il carcere li vuole ridurre fino all'estinzione e non moltiplicarli, a cominciare da quelli per i minorenni.

Per rilanciare le mobilitazioni bolognesi, tornare a reclamare l'applicazione massiva di pene alternative e andare verso la chiusura delle carceri minorili in ogni città, vi invitiamo a partecipare al presidio con conferenza stampa all’ingresso dell’Ip, di Casal del Marmo, in via G. Barellai 140 (Roma) il prossimo venerdì 7 marzo alle ore 12.

*Primi firmatari :
Luigi Manconi - politico
Ilaria Cucchi - Senatrice AVS
Andrea Catarci - Resp.le Ufficio Giubileo delle persone e della partecipazione - Roma Capitale
Rita Vitale - A Buon Diritto
Francesca Ghirra - Deputata AVS
Carlo Testini- ARCI
Riccardo Magi - Deputato +Europa
Caterina Pozzi - Presidente CNCA
Iacopo Melio - Consigliere regionale Toscana - PD
Alessandro Luparelli - Consigliere comunale Roma -SCE
Michela Cicculli - Consigliera comunale Roma - SCE
Daniela Patti - co-presidente VOLT
Padre Giuseppe Bettoni - Presidente Fondazione Archè
Pierfilippo Pozzi - Fondazione Don Gino Rigoldi
Claudio Marotta - Consigliere regionale Lazio - AVS
Vanessa Cremaschi - Associazione culturale V&C
Mattia Tombolini - Momo Edizioni
Germana Cesarano - Coop Magliana 80
Amedeo Ciaccheri - Presidente Municipio VIII - Roma
Simona Maggiorelli - Direttrice Left
Roberto Eufemia - Consigliere città metropolitana Roma - SCE
Anna Sereno - Coop Cecilia
Mario Pontillo - ass. Il Viandante
Francesca Malara - Presidente CNCA Lazio
Lillo Di Mauro - Presidente Conferenza del Volontariato Giustizia Lazio

Francesca Danese - portavoce Forum III settore Lazio
 

Per adesioni: stopcarceriminorili@gmail.com

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