Il presidente francese, Emmanuel Macron, convoca a Parigi un vertice a livello di capi di Stato e di governo europei sul sostegno all'Ucraina. La notizia è emersa a margine della Conferenza sulla sicurezza di Monaco, a parlarne è stato il ministro degli Esteri polacco, Radosaw Sikorski. E il ministro degli esteri francese Jean-Noel Barrot a radio France Inter domenica mattina conferma che il presidente riunirà domani, lunedì 17, «i principali Paesi europei» per discutere di «sicurezza europea».

L'incontro dovrebbe discutere dei tentativi degli Stati Uniti per escludere i leader europei dai colloqui di pace, della posizione che l'Europa dovrebbe adottare sulla futura adesione dell'Ucraina alla Nato e di come offrire all'Ucraina garanzie di sicurezza, tramite la Nato o qualche forza europea.

L’Eliseo parla di una «riunione informale» tra «i capi di governo di Germania, Regno Unito, Italia, Polonia, Spagna, Paesi Bassi e Danimarca, oltre al presidente del Consiglio europeo, alla presidente della Commissione europea e al segretario generale della Nato». La nota aggiunge che «i colloqui potrebbero continuare in altri formati, con l'obiettivo di riunire tutti i partner interessati alla pace e alla sicurezza in Europa», precisa l'Eliseo.

Il vertice di Macron è la risposta all’accelerazione delle trattative per una tregua in Ucraina impressa dal presidente Usa Donald Trump. Un incontro con Vladimir Putin potrebbe tenersi entro la fine del mese in Arabia Saudita, secondo Reuters. La settimana prossima funzionari di Stati Uniti e Russia si incontreranno nel Paese arabo per preparare il terreno di un possibile vertice.

Dunque colloqui Usa-Russia senza coinvolgere l’Unione europea? Pare proprio che sia così, a sentire l’inviato speciale di Donald Trump per l'Ucraina Keith Kellogg. Ed è uno schiaffo alle cancellerie europee che preoccupa Kiev. Alla domanda se l'Europa sarebbe stata presente ai colloqui programmati Kellogg ha risposto di appartenere alla «scuola del realismo e che ciò non accadrà», come riporta il Guardian. «Ai miei amici europei, dico: entrate nel dibattito, non lamentandovi del fatto che potreste sì o no essere al tavolo, ma proponendo idee, aumentando la spesa militare».

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