- No, non è la fine dell’austerità. E no, la crisi pandemica e quella energetica non hanno ancora spostato le resistenze di alcuni governi europei all’idea dell’indebitamento comune. Che cosa rappresenta quindi, la bozza di riforma del patto di stabilità e crescita, presentata questo mercoledì dalla Commissione europea?
- È una estensione del modello recovery, però senza prestiti comuni oltre che senza sussidi: resta solo l’idea che i paesi europei debbano investire, per poter crescere, e che sia meglio farlo secondo direttrici comuni.
- È forse un respiro di sollievo, per i paesi più indebitati, perché sposta le scadenze su un piano di medio termine, e quindi permette di concentrarsi anche sulla crescita, non solo sul debito. Ma la verità è che non si tratta neppure propriamente di una proposta. E questo rivela la prima delle tante debolezze di questo piano di riforma: oltre a non riformare a sufficienza, non è detto neppure che vada a segno.
La riforma del Patto di stabilità europeo è monca fin dall’inizio


09 novembre 2022 • 21:11Aggiornato, 09 novembre 2022 • 21:27