Taurianova, cittadina ai piedi dell’Aspromonte, è stata la Capitale del libro 2024. Ma tra omaggi a Franco Zeffirelli, incontri con Alessandro Giuli e tour culturali con Vittorio Sgarbi, certe sere a Taurianova sembrava di assistere allo spin-off calabrese di un talk show su Rete4.

Il dubbio era sorto già l’anno scorso quando durante una conferenza stampa in Calabria, il sottosegretario leghista Claudio Durigon aveva anticipato la scelta della commissione, sollevando perplessità tra le città concorrenti. Il paradosso, secondo la sindaca romagnola di San Mauro Pascoli, era che a Taurianova una biblioteca non ci stava nemmeno.

Ma come motivato dal presidente della commissione, Pierfranco Bruni, l’assegnazione è avvenuta perché «relativa a un territorio che ha una straordinaria necessità di sostegno dal punto di vista culturale» memore forse delle parole di Roy Biasi: primo sindaco eletto in Calabria con la Lega nel 2020, Biasi aveva ricordato in quell’occasione il dramma della ‘ndrangheta vissuto negli anni Novanta, «quando le stragi hanno impazzato e Taurianova è stato il primo comune sciolto per mafia».

Gli eventi 

Con i 500mila euro del ministero della Cultura, a cui si sono poi aggiunti altri 250mila dalla Regione Calabria, Taurianova ha riaperto la biblioteca chiusa dal 2017, mentre il resto dei fondi è stato impiegato in alcuni progetti con le scuole, oltre a iniziative in giro per il paese tra infiorate e convegni sui fumetti.

La parte più consistente della Capitale del libro ha riguardato però gli eventi che hanno animato l’estate, tra serate di cabaret e concerti all’aperto. Senza dimenticare le presentazioni, spesso in linea con l’orientamento della giunta, come In nome della libertà: la forza delle idee di Silvio Berlusconi di Paolo del Debbio, oppure E basta con ‘sto fascismo di Daniele Capezzone. E ancora il ministro Alessandro Giuli, invitato poche settimane prima della sua nomina alla Cultura, poi Federico Palmiroli aka Osho, o l’autobiografia del deputato leghista Domenico Forgiuele: eventi spesso tenuti fra pochi intimi.

Il fitto programma della Capitale del libro ha coinvolto un numero impressionante di autori locali, a volte ospitati in bar e ristoranti di proprietà di esponenti della giunta. Per il resto, è stata la biblioteca ad accogliere le presentazioni. Una struttura collocata nello storico ex municipio, rinnovato in pochi mesi, ma con un catalogo un po’ carente di testi moderni.

La stanza dedicata alla Calabria, ad esempio, manca di parecchia narrativa contemporanea; non c’è traccia nemmeno di Angela Bubba, nonostante abbia curato due eventi durante la kermesse. Più gravi le lacune sulla saggistica, dov’è assente qualsiasi testo di Vito Teti sulla restanza, anche se non stupisce: in oltre 300 eventi, non si è mai parlato spopolamento, tema che pure riguarda Taurianova da vicino.

Per non forzarla troppo, la giunta ha lasciato spazio ad associazioni esterne con presentazioni di segno opposto, come accaduto con Giuliano Amato, anche se gli incontri con maggiore partecipazione sono stati quelli con ospiti come Nicola Gratteri o Sigfrido Ranucci.

I conti del comune

Ma a connotare la Capitale del libro sono stati i fatti politici, come successo con il concerto estivo di Arisa. Come emerso dalle accuse di Simone Marafioti, consigliere di minoranza del Pd, l’amministrazione avrebbe tentato di stornare circa 40mila euro dalla gestione delle acque per pagare la cantante, «nonostante la città vivesse in quei giorni una grave crisi idrica, coi cittadini che ancora oggi non hanno acqua potabile in casa», dice il dem.

Il comune avrebbe poi messo a posto i conti coi 250mila euro della regione, ma ormai la polemica aveva fatto saltare gli equilibri della maggioranza, tenuta in piedi dal discusso passaggio di Biasi a Forza Italia. Poche settimane prima, infatti, il sindaco si trovava a Pontida, con tanto di foto sui social assieme a Matteo Salvini e al generale Vannacci. Del resto Biasi è sembrato più a suo agio con la politica che coi libri, come si intuisce dall’intervista di Rtl dove, al quesito-trappolone sull’ultimo libro letto, aveva risposto tentennante con un 50 sfumature di rosso.

Il libro sul ponte 

Prima di passare il testimone a Subiaco, paesino laziale dov’è cresciuto il ministro Francesco Lollobrigida, gli eventi della Capitale del libro di Taurianova proseguiranno per tutto marzo. Negli scorsi giorni, Giacomo Saccomanno ha presentato un volume sul ponte sullo Stretto dal titolo Questione meridionale: è la volta buona?.

Ex commissario regionale della Lega e membro del Cda della società Stretto di Messina, Saccomanno ha descritto i benefici che deriverebbero dall’indotto e che, secondo lui, metterebbero fine alla questione meridionale, senza grosse menzioni a studi di fattibilità sull’infrastruttura.

Fra i presenti c’era Biasi, che ha ricordato il suo passato da consigliere provinciale. Forte di una platea piccola, ma tutta pro-ponte, il neoforzista ha ironizzato su chi si oppone «perché l’uccello migratore avrà disturbi. Cioè, in provincia parlavamo che venivano quelli di Hilton a realizzare alberghi sul ponte, e noi pensavamo al gabbiano che non passa più. E continuiamo a restare sottosviluppati». Giù di applausi.

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