- La foga sanzionatoria verso tutto ciò che è russo ci sta rendendo incapaci di fare distinzioni che fino a qualche giorno fa sembravano elementari. Ad esempio quella fra popolo e governo. Perse queste distinzioni, vale un po’ tutto, anche annullare (e poi riabilitare) le lezioni di Paolo Nori su Dostoevskij.
- L’impeto ha colpito fotografi a cui hanno cancellato le mostre, musicisti licenziati o tenuti lontano dai palchi, il padiglione russo della Biennale che rimarrà chiuso e altre sanzioni morali che fanno male agli studenti, agli amanti delle arti, alle coscienze, alla libertà e a tutto quello che un tempo si chiamava occidente, ma non a Putin.
- Il presidente russo evidentemente sta invadendo anche la ragione, offuscando negli avversari proprio quei criteri che fanno dire che lui è un autocrate barbaro e senza scrupoli, ma non per questo lo sono anche il popolo russo o i suoi artisti e scrittori.
Censura degli artisti russi: Putin è lieto di vederci diventare un po’ come lui


02 marzo 2022 • 15:19Aggiornato, 02 marzo 2022 • 15:34