Dopo il secondo scambio di prigionieri tra Hamas e Israele dall’inizio della tregua torna tesa l’aria in Medio Oriente. Il neo presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha detto ai giornalisti che sta valutando un piano per «ripulire Gaza».

«Stiamo parlando di un milione e mezzo di persone, e noi ripuliamo tutto», ha detto facendo presagire l’idea di spostare i palestinesi in Egitto o in Giordania. Una misura «temporanea» o anche a «lungo termine». Trump ha detto di aver parlato della questione con il re di Giordania Abdullah II e di essere deciso a fare lo stesso nelle prossime ore con il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi. «Vorrei che l'Egitto e la Giordania accogliessero la gente», ha spiegato.

«In questo momento l’area è letteralmente un cantiere di demolizione, stanno demolendo quasi tutto e lì la gente muore. Ecco perché preferirei impegnarmi con alcune nazioni arabe e costruire alloggi da qualche altra parte, dove magari potranno vivere in pace per una volta». L’Egitto si è già detto contrario a un’ipotesi del genere nei mesi scorsi e ha ribadito il suo no.

Immediata la risposta di Hamas e della Jihad islamica che hanno annunciato di volersi opporre con tutti i mezzi possibili a questo piano. «Questa proposta rientra nel quadro dell'incoraggiamento dei crimini di guerra e dei crimini contro l'umanità costringendo il nostro popolo a lasciare la propria terra». Così ha commentato la Jihad islamica.

Opposta, invece, la reazione dell’ala estremista del governo israeliano. «Per anni, i politici hanno proposto soluzioni poco pratiche come la divisione della terra e la creazione di uno Stato palestinese, che hanno messo in pericolo l'esistenza e la sicurezza dell’unico Stato ebraico al mondo, portando solo a spargimenti di sangue e sofferenze per molti. Solo un pensiero fuori dagli schemi e nuove soluzioni porteranno pace e sicurezza», ha detto il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich. «Con l'aiuto di Dio, lavorerò con il primo ministro e il governo per sviluppare un piano operativo per implementare questo il prima possibile», ha concluso.

Trump sblocca le armi per Israele

Nel frattempo, gli Stati Uniti si apprestano a inviare armi a Israele dopo che l’amministrazione di Joe Biden aveva bloccato perché sarebbero state impiegate in un’offensiva nel sud della Striscia. «Molte cose che erano state ordinate e pagate da Israele, ma che non sono state spedite da Biden, sono ora in arrivo!», ha scritto su Truth il neo presidente Trump annunciando la consegna a Israele di 1.800 bombe da 2mila libbre.

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