La Corte d'appello di Milano ha confermato il provvedimento con cui a luglio è stato disposto lo spegnimento degli altoforni dell'ex Ilva entro fine ottobre. Il collegio ha respinto anche la seconda istanza di sospensiva presentata dai legali dell’acciaieria in amministrazione straordinaria e di AdI spa, che avevano chiesto la sospensione della decisione sul blocco dell'area a caldo in vista dell'udienza della Cassazione, a cui hanno fatto ricorso, già fissata per il 20 ottobre.

Il "pericolo" che consegue «all’eventuale spegnimento degli altiforni» deve cedere «rispetto al preminente diritto alla salute nell’ottica del necessario bilanciamento dei contrapposti interessi». La tutela «del diritto alla salute» è «comunque prevalente» si legge nel provvedimento.

Anche il sostituto pg Angelo Renna aveva chiesto di respingere la nuova istanza di sospensiva, dopo quella rigettata già l'11 settembre. I legali della ex Ilva e di AdI, invece, avevano ribadito le loro ragioni, ossia il danno irreparabile - sostenevano - dovuto allo spegnimento e avevano chiesto tempo fino a dopo il giudizio della Cassazione, fissata per il 20 ottobre. Secondo la corte milanese «la fissazione dell'udienza» della Suprema Corte non cambia nulla rispetto ai precedenti provvedimenti che hanno indicato la prevalenza del diritto alla salute, date le emissioni nocive degli impianti e la presenza di amianto.

 

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