Trent’anni dopo “Come saprei” torna all’Ariston ed è sempre fra i favoriti. Ma nelle interviste cerca di sviare i pronostici, fingendo che non sia più il suo tempo
Dopo una felice parentesi alla conduzione, prima per una serata a Sanremo e poi a X Factor, Giorgia torna a fare quello che sa fare meglio (non che avesse mai smesso): cantare. E basta il suo nome e il prestigio della carriera per metterla di diritto nell’Olimpo di questa edizione.
E difatti per giornalisti e bookmaker è una delle grandi favorite per la vittoria finale. Con la sincerità di chi non ha più nulla da dimostrare, ma anche con la conoscenza di come va il mondo, lei si schermisce: «Quest’anno tocca a un pischello».
La cura per lei
Eppure lo zampino di un pischello c’è anche nella sua canzone, visto che porta la firma di Blanco. Non sarà tempo di tornare a vincere, esattamente trent’anni dopo Come saprei? Sarebbe anche un modo per festeggiare l’anniversario. «Non scherziamo», insiste lei. «Largo ai giovani».
La storia dietro a La cura per me è una sorta di presa di consapevolezza – di quelle che si assumono solo crescendo – che non sempre si deve pretendere un aiuto esterno. La cura, spesso, deve nascere da un percorso interiore. È un concetto che sta benissimo nella penna di un “ragazzo maledetto” come Blanco, ma anche nell’interpretazione di una donna matura come Giorgia. Anzi, proprio questo incontro fra due generazioni è la chiave che rende questa canzone interessante.
Pensandoci bene, è esattamente il ruolo che ha rivestito a X Factor, quando dietro alle quinte si trovava a incontrare giovanissimi cantanti, poco prima che salissero sul palco. E se fosse questa la chiave per tornare a vincere?

Connessa al tempo
Alle spalle sembra ci sia stato davvero un lavoro di cura personale, in questo caso artistica, che le ha permesso di riconnettersi col tempo presente. In un’intervista al Fatto Quotidiano, ha detto di aver imparato ad accettare il senso della crescita – e dopo come tutto intorno il mondo a volte non segua le tue aspirazioni – solo di recente: «Il senso è nella trasformazione, se nasci e muori uguale che hai vissuto a fare?», ha detto.
E poi ancora: «Se a volte non mi sono sentita capita è perché stavo facendo cose in un’epoca in cui non andavano fatte, o magari sì, ma non dovevo pretendere di essere compresa».
Giorgia nel frattempo è passata indenne anche da una polemica social con Giorgia Meloni, quando aveva scritto: «Anche io sono Giorgia, ma non rompo i coglioni a nessuno». La futura premier, ai tempi ancora in campagna elettorale, aveva replicato così: «Su una cosa io e l'artista siamo sicuramente diverse: se a me non piacesse la sua musica o la sua voce, io non avrei bisogno di insultarla».
Questo è il primo festival che nasce pienamente nel contesto di un governo di destra, sarebbe uno strano gioco del destino vedere un’altra Giorgia essere la più votata.
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