Seconda partecipazione al Festival per il cantante torinese, che porta un brano con cui rispondere con educazione a tutte le cose che fanno cadere le braccia
Grazie ma no grazie è il brano con cui Willie Peyote parteciperà al Festival di Sanremo. L’edizione 2025 si tiene da martedì 11 a sabato 15 febbraio e vede la conduzione di Carlo Conti, dopo il quinquennio targato Amadeus. È la seconda partecipazione al Festival del cantautore e rapper torinese: nel 2021 aveva portato il brano Mai dire mai (la locura), classificandosi sesto e vincendo il Premio della Critica.
«Si può dire a tutte quelle cose che ti dicono che ti fanno cadere le braccia e per educazione rispondi “Grazie ma non grazie”», ha detto Peyote parlando del titolo del suo brano alla trasmissione Sarà Sanremo. C’è una frase della canzone che Carlo Conti ha citato facendo uno spoiler: «Facciamo la cena coi compagni di classe? Grazie ma no grazie».
Il testo di Grazie ma no grazie
Ma che storia triste
Avevo aspettative basse
So già come finisce
Vista da dove si parte
E tu vorresti che la gente ti capisse
La ami come se lei ricambiasse
E c’hai provato anche più volte dei Jalisse
Ma l’insistenza non è mai così di classe
Certi discorsi vanno presi con le pinze
Oppure provocano risate grasse
E te lo aspetti ma ogni volta ti stupisce guarda le
Loro facce come se non bastasse grazie ma no
Grazie
Tanto, fanno finta ma lo sanno
Più è profondo e meno paga quasi sempre
Meglio stare in superficie salvagente
Le risposte che ti danno
Sembrano fatte con lo stampo
Quindi metterò le mani avanti
Due passi indietro ogni passo avanti e fa:
Dovresti andare a lavorare e non farti manganellare
Nelle piazze, grazie ma no grazie
E questa gente non fa un cazzo Ii mantengo tutti io
Con le mie tasse, grazie ma no grazie
Dovresti dare meno ascolto ai sentimenti che non
Sono mai dei buoni investimenti
Dovremmo organizzare una rimpatriata tipo una
Cena di classe, grazie ma no
Grazie ma
No o o o noo grazie ma no grazie…
Davvero, grazie ma no
C’è chi non sa più come scrivere
Non sa come parlare
Non sa a quali parole deve mettere ad esempio
l’asterisco al plurale
Chi non sa più come ridere, non sa come scherzare
Poverino che la gente ultimamente prende tutto un
Po’ troppo sul personale
Oggi va così chissà domani
Domani domani do do domani
Magari riesco a capire gli esseri umani
Chi bacia sulla bocca i propri figli
E c’è chi bacia sulla bocca i propri cani
E quanto va di moda il vittimismo
Di chi attacca ma dice che si difende
C’è chi dice non si può più dire niente
E poi invece parla sempre almeno sii coerente
Almeno per stavolta che c’è chi ancora ti dà corda
E c’è chi ha perso la memoria e vorrebbe che
Tornasse come se non bastasse. Grazie ma no
Grazie
Dovresti andare a lavorare e non farti manganellare
Nelle piazze, grazie ma no grazie
E questa gente non fa un cazzo Ii mantengo tutti io
Con le mie tasse, grazie ma no grazie
Dovresti dare meno ascolto ai sentimenti che non
Sono mai dei buoni investimenti
Dovremmo organizzare una rimpatriata tipo una cena di classe,
Grazie ma no grazie
Grazie ma
No o o o o grazie ma no grazie…
Davvero grazie ma no
Il significato
Il brano di Peyote ha un’ispirazione letteraria e una vena ironica, come molti suoi brani. «Nasce vagamente dal monologo dell’ottava scena del secondo atto del Cyrano de Bergerac di Edmond Rostand. Il titolo è un gioco: è la risposta ironica a quelle frasi e situazioni che ci mettono in difficoltà e da cui proviamo a svicolare per evitare discussioni», ha raccontato l’artista.
È un testo anche politico che parla di attualità: «Andare su un palco così grande senza dire niente per me sarebbe come sprecare una possibilità» ha spiegato Peyote. «Non ce l’avrei fatta a proporre un pezzo senza riferimenti all’attualità, soprattutto in un momento in cui sembra che tutti siano fissi sulle proprie posizioni. Mi piace ridere delle cose, ma sottolineando che dovremmo sforzarci di imparare a comunicare un po’ meglio anche tra persone che hanno idee diverse dalle nostre», ha concluso.
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