Settima volta al festival. Nel 2007 ha vinto raccontando i manicomi con Ti regalerò una rosa. Stavolta, con una canzone molto intima, parla di una madre che torna bambina e va accudita
Si intitola Quando sarai piccola la canzone con cui Simone Cristicchi si è guadagnato la sua settima volta al Festival di Sanremo. L’edizione 2025, che vede il ritorno alla conduzione di Carlo Conti dopo il quinquennio targato Amadeus, si tiene da martedì 11 a sabato 15 febbraio.
Simone Cristicchi inizia a muovere i primi passi nel mondo della musica già a 20 anni, nel 1997. Nel 2000 apre i concerti di Max Gazzè e Niccolò Fabi, poi pubblica nello stesso anno anche il suo primo singolo, Elettroshock. Ma il vero successo arriva solo nel 2005, con il brano iconico Vorrei cantare come Biagio Antonacci.
Nel 2006 prende parte per la prima volta al Festival di Sanremo con Che bella gente, classificandosi al secondo posto nella categoria Giovani. L’exploit arriva l’anno successivo, quando il cantautore romano entra nella categoria Campioni e si aggiudica a sorpresa la vittoria del Festival con Ti regalerò una rosa, un viaggio tra gli ospedali psichiatrici d’Italia. Da quel momento è stato più volte sul palco dell’Ariston, sia come ospite che come concorrente. La sua ultima apparizione tra i big risale al 2019, con l’inedito Abbi cura di me.
Quest’anno trona per la settima volta alla kermesse con una ballad molto personale. «È una canzone speciale per me. Intima e poetica, racconta di quando nella vita noi diventiamo genitori dei nostri genitori e restituiamo l’amore che abbiamo ricevuto», ha detto ai microfoni Rai.
Il testo di Quando sarai piccola
Quando sarai piccola ti aiuterò a capire chi sei,
Ti starò vicino come non ho fatto mai.
Rallenteremo il passo se camminerò veloce,
Parlerò al posto tuo se ti si ferma la voce.
Giocheremo a ricordare quanti figli hai,
Che sei nata il 20 marzo del ’46.
Se ti chiederai il perché di quell’anello al dito
Ti dirò di mio padre ovvero tuo marito.
Ti insegnerò a stare in piedi da sola, a ritrovare la strada di casa.
Ti ripeterò il mio nome mille volte perché tanto te lo scorderai.
Eeee… è ancora un altro giorno insieme a te,
Per restituirti tutto quell’amore che mi hai dato
E sorridere del tempo che non sembra mai passato.
Quando sarai piccola mi insegnerai davvero chi sono,
A capire che tuo figlio è diventato un uomo.
Quando ti prenderò in braccio
E sembrerai leggera come una bambina sopra un’altalena.
Preparerò da mangiare per cena, io che so fare il caffè a malapena.
Ti ripeterò il tuo nome mille volte fino a quando lo ricorderai.
Eeee… è ancora un altro giorno insieme a te,
Per restituirti tutto, tutto il bene che mi hai dato.
E sconfiggere anche il tempo che per noi non è passato.
Ci sono cose che non puoi cancellare,
Ci sono abbracci che non devi sprecare.
Ci sono sguardi pieni di silenzio
Che non sai descrivere con le parole.
C’è quella rabbia di vederti cambiare
E la fatica di doverlo accettare.
Ci sono pagine di vita, pezzi di memoria
Che non so dimenticare.
Eeee… è ancora un altro giorno insieme a te,
Per restituirti tutta questa vita che mi hai dato
E sorridere del tempo e di come ci ha cambiato.
Quando sarai piccola ti stringerò talmente forte
Che non avrai paura nemmeno della morte
Tu mi darai la tua mano, io un bacio sulla fronte
Adesso è tardi, fai la brava
Buonanotte
Il significato
Commuovere, è quello che farà Simone Cristicchi quando sul palco dell’Ariston canterà Quando sarai piccola. Mentre i ricordi della madre svaniscono, lui si impegna a restituirle tutto l’amore che gli è stato donato. È una storia vera e personale: «Sette anni fa mia mamma ha avuto un grave problema di salute e il brano è una lettera che le scrivo raccontandole quello che le sta accadendo. Quando i nostri genitori invecchiano ritornano un po’ bambini, con tutta la tenerezza e anche l’impotenza che sentiamo nel vederli cambiare», ha spiegato Cristicchi. «Il tema è universale e sento una grande responsabilità», ha continuato.
© Riproduzione riservata