Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, nel mondo ci sono 55 milioni di persone che hanno una forma di demenza. Diventeranno 78 milioni entro il 2030 e 139 milioni entro il 2050. Ogni tre secondi una persona sviluppa una forma di demenza. In Italia si calcola che i malati siano un milione e 480mila (di cui il 50-60 per cento ha l’Alzheimer). Diventeranno 2 milioni e 300mila entro il 2050.

Il problema è che non sono solo le persone con demenza a essere invisibili: lo sono anche i loro familiari che se ne devono prendere cura, e che spesso nessuno nota. Sono persone che devono vivere una vita a parte, costruita su misura per le esigenze di questo amore vilipeso dalla malattia. Per tutti loro esiste adesso una poesia in musica, scritta da Simone Cristicchi e intitolata “Quando sarai piccola”. La presenta a Sanremo e forse potrebbe anche vincere. Forse meriterebbe di vincere.

La lettera

Di sicuro è fra i testi più belli e intensi che capiterà di sentire quest’anno al festival. Cristicchi ha raccontato nelle interviste che è ispirata a una storia personale. «Sette anni fa mia mamma ha avuto un grave problema di salute e il brano è una lettera che le scrivo raccontandole quello che sta accadendo», ha raccontato a Sorrisi e Canzoni Tv. «Quando i nostri genitori invecchiano ritornano un po’ bambini, con tutta la tenerezza e anche l’impotenza che sentiamo nel vederli cambiare».

La forza di questa canzone è che tante persone ci si identificheranno. Proprio come era capitato per Ti regalerò una rosa, la canzone con la quale Cristicchi aveva vinto Sanremo nel 2007. Anche allora si parlava di una demenza, seppure era ovviamente un tema diverso, più sociale e meno personale.

Il senso delle parole

Anche questa lettera scritta per la madre ha però una valenza politica. E si ritrova in quel bisogno che hanno tante persone che si sentono sole di essere finalmente capite. «Se ti chiederai il perché di quell’anello al dito / Ti dirò di mio padre ovvero tuo marito / Ti insegnerò a stare in piedi da sola, a ritrovare la strada di casa / Ti ripeterò il mio nome mille volte perché tanto te lo scorderai».

Accanto alla musica, Cristicchi ha portato avanti l’amore per il teatro. Il fattore comune è il peso che viene dato alle parole: scelte per il loro significato, prima che per la loro musicalità. Dovrebbe essere abbastanza diffuso fra i cantautori, eppure a Sanremo, quest’anno, è anche un’eccezione. Che forse lo porterà alla vittoria.

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