L’esercito israeliano avrebbe cacciato i cittadini italiani che si trovavano nel villaggio di Qusra, in Cisgiordania, da un paio di giorni assediato dai coloni. Washington prepara nuove misure contro Teheran, mentre cresce la tensione nello Stretto di Hormuz e si intensificano le accuse reciproche tra Iran, Stati Uniti e Israele
Il segretario al Tesoro americano Scott Bessent minaccia nuove misure contro l'Iran, che saranno annunciate la prossima settimana. A Newsmax ha parlato di un «isolamento economico come il mondo non ha mai visto», da affiancare al proseguimento del blocco dello Stretto di Hormuz, che secondo Bessent impedirà a qualsiasi cosa di entrare o uscire dai porti iraniani.
Le dichiarazioni arrivano dopo quelle del vicepresidente JD Vance, secondo cui la priorità degli Stati Uniti nel conflitto è mantenere bassi i prezzi del petrolio e della benzina per gli americani, mentre impedire a Teheran di acquisire armi nucleari è il secondo obiettivo. Intanto, l'Iran attribuisce ad azioni militari straniere l'inquinamento da petrolio lungo le coste dell'isola di Qeshm.
PUNTI CHIAVE
12:26
Sindaco di Qusra: "L'Idf ha espulso con la forza gli italiani"
10:07
Media, "due navi emiratine colpite a Hormuz, è stato l'Iran"
09:00
Media, per l'Iran la fuoriuscita di petrolio è opera di agenti stranieri
Ben-Gvir: "Continueremo ad armare gli israeliani"
Il ministro della Sicurezza nazionale israeliano di estrema destra, Itamar Ben-Gvir, ha promesso di "continuare a trasformare città e insediamenti in aree idonee al possesso di armi da fuoco" e ha esortato gli israeliani ad "armarsi", dopo che il procuratore generale ha raccomandato di archiviare alcuni fascicolo d'inchiesta contro i membri del suo ufficio. L'inchiesta riguardava le accuse di distribuzione illegale di decine di migliaia di licenze per armi da fuoco, anche attraverso l'ufficio di Ben-Gvir e sotto la sua diretta supervisione, secondo quanto riportato dal Canale 14 israeliano.
In un post su X, Ben-Gvir ha descritto l'inchiesta come "un'altra persecuzione contro di me e le persone del mio ufficio". Ha promesso di "continuare ad armare i cittadini israeliani", affermando che circa 300.000 israeliani hanno ricevuto una licenza per armi da fuoco dal 7 ottobre 2023. "Continuerò con tutta la mia forza", ha dichiarato, "verificate i requisiti e andate ad armarvi. Un'arma salva vite!".
Media: "Casa Bianca preme su Netanyahu perché condanni assedio Qusra"
Gli Stati Uniti premono sul premier israeliano Benjamin Netanyahu perché esprima pubblicamente parole di condanna dell'assedio imposto da coloni estremisti a un villaggio palestinese. A riferirne è il Times of Israel, che cita la Reuters. L'assedio ha già suscitato critiche pubbliche negli Stati Uniti: l'ambasciatore statunitense in Israele, Mike Huckabee, convinto sostenitore degli insediamenti ebraici in Cisgiordania, ha condannato ieri i coloni che assediavano definendoli "terroristi israeliani". Un funzionario statunitense e uno israeliano hanno rivelato oggi che oggi che dalla Casa Bianca si sta facendo pressione su Netanyahu affinché condanni pubblicamente l'incidente in corso. Washington ha iniziato a protestare dopo aver appreso che l'abitazione di un palestinese-americano era tra quelle sotto assedio, affermano i due funzionari. Netanyahu non ha commentato pubblicamente gli eventi di Qusra. Né il suo ufficio né la Casa Bianca hanno risposto immediatamente alle richieste di commento.
Cento attivisti portano aiuti a Qusra, fermati da polizia
Circa 100 attivisti di diverse Ong per i diritti umani sono arrivati per consegnare cibo e acqua alle famiglie assediate nel villaggio palestinese di Qusra, in Cisgiordania, ma sono stati fermati dagli agenti della polizia di frontiera, che hanno mostrato loro l'ordine di "zona chiusa militare" e hanno sequestrato gli aiuti umanitari per un'ispezione. Lo riferisce in un comunicato la Ong Looking the Occupation in the Eye, che in questi giorni sta sostenendo i residenti di Qusra, il villaggio vicino Nablus dove alcune case sono da domenica sotto assedio dei coloni israeliani. Gli attivisti sono arrivati questa mattina, dopo che le famiglie residenti nelle case assediate erano state confinate nelle proprie abitazioni per tutta la settimana a causa delle violenze dei coloni, si legge nel comunicato.
Sindaco di Qusra: "L'Idf ha espulso con la forza gli italiani"
Abdul-Azim Wadi, sindaco di Qusra, ha detto all'agenzia di stampa palestinese Wafa. che le forze di occupazione hanno espulso con la forza gli italiani che erano riusciti a raggiungere le case alcuni giorni prima, in seguito agli attacchi dei coloni e all'accerchiamento della zona”. Il sindaco ha accusato l’esercito israeliano di aver “impedito agli italiani di raggiungere le tre case assediate, mentre bande di coloni hanno continuato l'assedio delle famiglie, impedendo l'accesso e la consegna di aiuti e beni di prima necessità”.
Iran: Parlamento avanza su divieto transito Usa a Hormuz
La commissione Affari parlamentari iraniana ha approvato i principi generali di un progetto di legge che prevede, tra le altre misure, il divieto di transito attraverso lo Stretto di Hormuz di equipaggiamenti e forniture appartenenti a Stati Uniti, Israele e altri Paesi considerati ostili. Lo ha annunciato il portavoce della commissione, Valiollah Bayati.
Il provvedimento, denominato "Misure strategiche per garantire il futuro dello Stretto di Hormuz e del Golfo Persico", è stato esaminato dalla commissione che, dopo aver ascoltato le diverse posizioni, ne ha approvato l'impianto generale. "Una delle decisioni riguarda il divieto di transito attraverso lo Stretto di Hormuz di equipaggiamenti e forniture appartenenti agli Stati Uniti, a Israele e ai Paesi ostili", ha spiegato Bayati. Secondo il parlamentare, la misura è motivata dal fatto che questi Paesi "hanno utilizzato lo Stretto di Hormuz per compiere atti ostili contro il nostro Paese e hanno commesso violazioni e attacchi contrari all'etica contro il popolo iraniano".
Libano, il premier incontra ambasciatore Usa
Il Primo Ministro libanese Nawaf Salam ha incontrato l'Ambasciatore statunitense in Libano Michael Issa e il Capo del Gruppo di Coordinamento Militare per il Libano Joseph Clearfield, accompagnati da una delegazione militare. Lo ha reso noto un comunicato ufficiale libanese. Secondo il comunicato, l'incontro ha affrontato gli aspetti militari del quadro negoziale e gli sviluppi sul terreno nel Libano meridionale. Salam ha sottolineato che Israele deve cessare le sue "operazioni distruttive", ampliare l'ambito delle aree pilota e stabilire un calendario chiaro per il ritiro israeliano dal territorio libanese.
Iran: Teheran, inquinamento petrolifero causato da attacchi Usa
L'Iran ha attribuito il recente inquinamento petrolifero lungo le coste dell'isola di Qeshm alle conseguenze degli attacchi militari condotti da Stati Uniti e Israele nella regione. Lo ha affermato il viceministro degli Esteri iraniano per gli Affari legali e internazionali, Kazem Gharibabadi. In un post pubblicato su X, Gharibabadi ha sostenuto che l'episodio evidenzia ulteriormente la necessita' per la Repubblica islamica di definire e attuare un proprio meccanismo di gestione dello strategico Stretto di Hormuz.
Media, per l'Iran la fuoriuscita di petrolio è opera di agenti stranieri
L'Iran ha dichiarato che l'inquinamento da petrolio lungo la costa dell'isola di Qeshm è stato causato da azioni militari straniere nella regione. Lo riporta il media di opposizione basato a Londra Iran International. "L'inquinamento da petrolio sulle coste dell'isola di Qeshm è il risultato di un'aggressione militare straniera nella regione", ha dichiarato il viceministro degli Esteri per gli Affari Legali e Internazionali, Kazem Gharibabadi. Gharibabadi ha aggiunto che il danno ambientale evidenzia quella che ha definito la necessità per l'Iran, in quanto Stato costiero, di istituire e attuare un meccanismo per la gestione dello Stretto di Hormuz.
Secondo quanto riportato questa settimana dal sito TankerTrackers.com, che monitora le rotte marittime, l'inquinamento sembra derivare da un attacco iraniano alla nave portarinfuse Minoan Pioneer al largo delle coste dell'Oman, avvenuto il 3 agosto, con la fuoriuscita di petrolio che si è poi spostata attraverso lo Stretto di Hormuz in direzione dell'Iran. Le autorità iraniane non hanno ancora identificato pubblicamente la nave responsabile.
Media, "proseguono bombardamenti e operazioni Idf in sud Libano"
Secondo l'Agenzia Nazionale di Stampa libanese (Nna), citata da Al-Jazeera, le forze israeliane hanno continuato le operazioni di bombardamento e distruzione in diversi villaggi e città del Libano meridionale. L'Nna ha riferito che le forze israeliane hanno causato una forte esplosione nella zona di Mashaa al-Mansouri intorno alla mezzanotte ora locale, insieme al lancio di contenitori esplosivi. Sono stati inoltre segnalati colpi di mitragliatrice alla periferia di Majdal Zoun e al-Mansouri e nelle valli circostanti.
Una serie di forti esplosioni sono state segnalate anche a Beit Yahoun, Hadatha e Qounine, con le deflagrazioni udite fino ai villaggi costieri. Aerei da guerra e droni israeliani hanno continuato a sorvolare la zona, aggiunge l'agenzia.
L'Nna ha affermato che le esplosioni sono coincise con i movimenti dei carri armati israeliani e con l'avanzata verso Hadatha, nel distretto di Bint Jbeil
Attesa visita Kushner in Israele dopo no Netanyahu a piano Usa
Una visita in Israele di Jared Kushner, inviato e genero del presidente americano Donald Trump, "è in discussione", dopo che il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha respinto l'ultima roadmap statunitense per Gaza. Lo ha riferito un funzionario americano. La possibile missione, anticipata da Axios, dovrebbe svolgersi la prossima settimana. Kushner sarebbe accompagnato da Nikolai Mladenov, alto rappresentante del "Consiglio di pace" per Gaza.
"Una visita del genere e' in discussione. Gli Stati Uniti e Israele concordano sull'esito auspicato a Gaza. Condividiamo molti altri punti di accordo e preoccupazioni sui quali continueremo a lavorare insieme", ha dichiarato il funzionario americano, a condizione di anonimato.
Secondo Axios, Kushner dovrebbe recarsi anche al Cairo per incontrare rappresentanti dei Paesi mediatori della tregua nella Striscia: Qatar, Egitto e Turchia. Israele sembra aver ridotto, senza tuttavia interromperle, le operazioni militari nella Striscia dopo che Trump aveva annunciato alla fine di luglio un accordo sull'ultima roadmap americana, che prevede tra l'altro il disarmo di Hamas e il ritiro israeliano dal territorio palestinese. Hamas ha accettato il piano, mentre Israele lo ha respinto, subordinando qualsiasi ritiro delle proprie truppe da Gaza a un "vero" disarmo del movimento islamista.
Petrolio: prezzi stabili sui mercati asiatici
Prezzi del petrolio stabili sui mercati asiatici e si avviano verso il primo guadagno settimanale in tre settimane, con l'incertezza sul conflitto tra Stati Uniti e Iran e sulle forniture.
I future sul greggio Wti sono scambiati a 81,29 dollari al barile (+0,06%) dopo aver registrato un calo nella seduta precedente, poiche' gli investitori hanno adottato un atteggiamento attendista mentre monitorano gli sforzi diplomatici volti a riaprire lo Stretto di Hormuz. Nonostante la situazione di stallo in corso, il greggio continua a fluire dal Golfo Persico, con alcune petroliere che navigano con i transponder spenti, sebbene le imbarcazioni che attraversano lo Stretto rimangano esposte a minacce persistenti. Gli Stati Uniti sostengono inoltre che attualmente transitino per quella via navigabile fino a 9 milioni di barili di petrolio al giorno, mentre la capacita' delle forze statunitensi di scortare le petroliere continua ad aumentare.
I future sul Brent del mare del Nord segnano un -0,01% a 87,06 dollari al barile.
Usa: Bessent, per Iran "isolamento economico mai visto"
Un "isolamento economico come il mondo non ha mai visto". Cosi' il segretario al Tesoro degli Stati Uniti, Scott Bessent, ha minacciato l'Iran annunciando nuove misure per "la prossima settimana", oltre al blocco dello stretto di Hormuz, strategico per il commercio mondiale di idrocarburi.
"Si trattera' di una combinazione tra un isolamento economico come il mondo non ha mai visto e il proseguimento del blocco dello Stretto di Hormuz, che impedira' a qualsiasi cosa di entrare o uscire dai porti iraniani" ha dichiarato Bessent sul canale conservatore Newsmax.
Vance, "l'obiettivo della guerra contro l'Iran è mantenere bassi i prezzi della benzina"
Jd Vance ha dichiarato che la priorità assoluta degli Stati Uniti nel conflitto con l'Iran è mantenere bassi i prezzi del petrolio e della benzina per i cittadini americani, mentre impedire a Teheran di dotarsi di armi nucleari si colloca al secondo posto.
Le affermazioni del vice presidente contrastano con la narrazione più volte adottata da Donald Trump, secondo cui l'ingresso in guerra aveva l'unico obiettivo di impedire all'Iran di acquisire armi nucleari, anche a costo di sacrifici economici a breve termine per gli americani. "So che oggi il prezzo del petrolio è in calo ed è sceso notevolmente rispetto ai picchi registrati nelle prime fasi del conflitto", ha detto Vance in un'intervista a Fox News. "Questo è l'obiettivo numero uno: mantenere bassi i costi di petrolio e carburante per gli americani in tutto il Paese". "E poi, ovviamente, l'obiettivo numero due è garantire che l'Iran non ottenga mai armi nucleari", ha aggiunto. Vance ha anche detto che Trump è "all'apice della sua autorità, disponendo di numerosi strumenti:
diplomatici, militari ed economici
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