«Per 200 anni, negli ultimi due secoli, l'Iran non ha attaccato alcun paese o territorio, ma ci siamo sempre difesi con fermezza. Ora però veniamo accusati di essere fonte di instabilità nella regione», ha aggiunto il presidente dell’Iran durante il suo discorso all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
Stati uniti e Iran hanno concluso un nuovo round di colloqui a margine dell'Assemblea generale delle Nazioni unite a New York. Lo ha annunciato su X l’inviato speciale di Donald Trump, Steve Witkoff: «Abbiamo avuto lunghi colloqui con la delegazione iraniana attraverso i mediatori, che hanno fatto la spola tra le due parti per tutta la giornata». La notizia è stata confermata anche dal portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, il quale ha detto che «i colloqui con la parte americana sono avvenuti tramite un mediatore qatariota e le condizioni dell'Iran sono state comunicate». Tra le condizioni poste da Teheran ci sono: «la fine della guerra in tutte le sue forme, la cessazione delle azioni aggressive da parte degli Stati Uniti, il blocco navale e la guerra economica, il rilascio dei beni iraniani».
La notizia è stata accolta positivamente anche dai mercati e ha portato a una diminuzione dei prezzi del petrolio. Intanto, il Pentagono ha aggiornato il numero dei soldati morti nella guerra in Iran che è salito a 19. Atteso per oggi a New York il presidente iraniano Masoud Pezeshkian. Si tratta della prima volta che un presidente di un paese in guerra con gli Usa arrivi a New York per partecipare all’Assemblea generale dell’Onu.
PUNTI CHIAVE
18:23
Tajani: «Per l'Iran la soluzione diplomatica è la strada, vedremo la risposta degli Stati Uniti»
16:38
Pezeshkian a Trump: «Pronti a dialogo ma non accettiamo forza»
16:21
Pezeshkian all'Onu: «Siamo noi le vittime, i terroristi sono gli americani»
Iran, leader Consiglio sicurezza: «Basta negoziati. Agite»
«La nuova diplomazia iraniana non tornerà al passato. Costringeremo gli Stati Uniti a rispettare i diritti della nazione iraniana e ad attenersi alle condizioni comunicate; in caso contrario, lo Stretto di Hormuz non verrà riaperto. Basta con i negoziati, agite». Lo ha detto l segretario del consiglio supremo per la Sicurezza nazionale, Mohsen Rezaei, in un post su X commentando l'incontro di ieri a New York tra il ministro degli Esteri, Abbas Araghchi, e l'inviato americano Steve Witkoff.
Tajani: «Per l'Iran la soluzione diplomatica è la strada, vedremo la risposta degli Stati Uniti»
«Ho parlato per mezz'ora con il ministro degli Esteri iraniano. Stiamo lavorando per la pace. Per noi, la soluzione diplomatica è quella migliore». Lo ha dichiarato il vice premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani intervistato dalla Cnn a margine dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York. «L'Italia dialoga con l'Iran, abbiamo buoni rapporti e un'ambasciata operativa. Naturalmente, non condividiamo la loro posizione sulla bomba atomica, poiché vi siamo contrari. L'Iran deve rispettare le regole», ha aggiunto.
Media Pasdaran: «Incontro Araghchi-Witkoff non autorizzato»
«L'interazione sbagliata di Abbas Araghchi con Steve Witkoff (uno dei rappresentanti di Trump nei negoziati) è avvenuta senza coordinamento e senza ottenere l'autorizzazione dagli organismi preposti all'elaborazione delle politiche e responsabili di questa materia (tra cui il consiglio supremo per la Sicurezza nazionale), e che alcune affermazioni secondo cui questa azione sarebbe stata coordinata non sono corrette». Così i Pasdaran hanno duramente criticato il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, per l'incontro di ieri con l'inviato americano Steve Witkoff. Mohsen Rezaei, segretario del consiglio supremo per la Sicurezza nazionale, ha spiegato in un'intervista televisiva che era stato previsto che le sette condizioni dell'Iran per riaprire lo stretto di Hormuz avrebbero dovuto essere comunicate «ai mediatori». Dunque, «è necessario che Araghchi risponda agli organismi competenti e alla nazione iraniana riguardo a questa azione sbagliata, che sarebbe contraria agli interessi e al bene nazionale, e spieghi sulla base di quale valutazione abbia commesso questo grande errore».
Pezeshkian a Trump: «Pronti a dialogo ma non accettiamo forza»
«Il signor Trump e coloro che cercano di intimidirci devono comprendere che l'Iran è pronto al dialogo, alla diplomazia e ai negoziati, senza però accettare il linguaggio della forza». Lo ha detto in conclusione del suo discorso all'Assemblea generale dell'Onu il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian. Ha poi parlato del <doppiopesismo> nel trattamento fra l'Iran e Israele: «Le bombe atomiche e nucleari sono nelle mani di Israele, ma gli ispettori chiedono di venire in Iran. Israele uccide ma l'Iran è soggetto sanzioni. Non chiediamo un trattamento speciale, ma paritario».
Pezeshkian all'Onu: «Siamo noi le vittime, i terroristi sono gli americani»
«Ieri il Presidente degli Stati Uniti ci ha descritti come terroristi. Noi siamo stati le vittime del terrorismo». Comincia così il discorso all'Assemblea Generale dell'Onu del presidente iraniano Masoud Pezeshkian rispondendo al discorso pronunciato ieri dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump. «Vengo da un Iran in cui la nostra stimata Guida Suprema è stata assassinata senza alcun quadro o motivo legale. Vengo da un Iran dove, in verità, hanno bombardato una scuola. Vedete questi bambini? Questi bambini sono periti sotto le bombe con armi usate dagli Stati Uniti e da Israele. Erano innocenti, non avevano commesso alcun crimine», ha aggiunto. «Per 200 anni, negli ultimi due secoli, l'Iran non ha attaccato alcun paese o territorio, ma ci siamo sempre difesi con fermezza. Ora però veniamo accusati di essere fonte di instabilità nella regione. Veniamo etichettati come terroristi, e questo ha fatto si che il percorso che abbiamo scelto per noi stessi richieda il potere di difenderci. Non cerchiamo il potere per attaccare o commettere aggressioni. Cerchiamo l'energia per il progresso, non per minacciare le società con le armi»
Presidente della Siria all'Onu: «Il Golan rimarrà territorio siriano. Israele continua ad attaccarci e fare incursioni e va fermato»
«Qualsiasi tentativo che violi la nostra sovranità o il diritto internazionale sarà bloccato. Il Golan rimarrà territorio siriano. Ogni altro tentativo sarà sventato, in conformità con la risoluzione 497 del Consiglio di Sicurezza». A dichiararlo è il presidente siriano, Ahmed al-Sharaa, nel suo discorso all'Assemblea generale dell'Onu a New York. «Questa risoluzione è chiara e chiedo ai nostri partner di rispettare il diritto internazionale e la risoluzione stessa. Il mondo accoglie con gioia il nostro ritorno, eppure Israele sta lanciando attacchi contro la Siria. Si contano 500 attacchi aerei, oltre 1.200 incursioni e 300 arresti. Ciò è in contrasto con la tendenza che osserviamo a livello globale. Evoca un'epoca che credevamo ormai superata», ha aggiunto.
Ukmto: «Petroliera attaccata a Hormuz, 2 feriti»
L'Agenzia britannica per le operazioni marittime (Ukmto) ha segnalato è stata colpita da un proiettile non identificato una petroliera nello Stretto di Hormuz, provocando un incendio e due feriti membri dell'equipaggio. L'ufficiale addetto alla sicurezza della petroliera ha riferito che tutti i membri dell'equipaggio sono stati evacuati.
Houthi: «Intervento Usa nello stretto di Bab el-Mandeb sarebbe linea rossa»
Un intervento americano nello stretto di Bab el Mandeb sarebbe considerato dagli Houthi una «linea rossa». Lo ha detto il consigliere militare del gruppo yemenita, Abed Mohammed al-Thawr, all'Afp. Se gli Stati Uniti «osassero sostenere l'Arabia saudita con raid o appoggio aereo, considereremmo come obiettivi tutti gli interessi americani nella regione», ha aggiunto al-Thawr, consigliere del ministro della Difesa dell'autoproclamato governo degli Houthi.
Aereo di compagnia iraniana atterra in Cina nonostante le minacce di sanzioni degli Stati Uniti
Un aereo commerciale della compagnia iraniana Mahan Air è atterrato oggi in Cina, secondo i dati del sito di tracciamento voli Flightradar24, nonostante le minacce di Washington di imporre sanzioni a chiunque collabori con le compagnie aeree iraniane. Il velivolo, un Airbus A340 partito da Teheran, è atterrato intorno alle 16:40 a Canton, nel sud della Cina.
Il Board of Peace presenterà oggi il piano per Gaza
Il Board of Peace di Trump presenterà oggi, durante una riunione degli Stati membri, un piano per la ricostruzione iniziale di Gaza. del valore di 2,45 miliardi di dollari e della durata di sei mesi. La proposta comprende 66 progetti dal valore di 2,45 miliardi di dollari e della durata di sei mesi. Secondo una copia del piano di News 12, il documento include spese previste per alloggi temporanei, rimozione delle macerie, riabilitazione degli ospedali, ripresa economica e dispiegamento di una forza di sicurezza multinazionale.
Iran: «Parole di Trump segno di disperazione strategica»
«Le parole di Trump dimostrano il vicolo cieco strategico in cui si trova l'America nella sua aggressione contro la nazione iraniana. Le sue minacce non sono un segno di forza, ma un segno della loro disperazione strategica». È la replica dello Stato Maggiore iraniano, affidata all'agenzia Mehr, a quanto affermato dal magnate ieri nel suo intervento all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Le forze armate iraniane si sono poi dette pronte a sferrare attacchi contro Stati Uniti e Israele «più devastanti e meno prevedibili» di quelli avvenuti nelle fasi iniziali della guerra.
Iran: ripristinata 50 per cento della capacità produttiva terminale South Pars
È stato ripristinato il 50% della capacita' produttiva del terminale Gnl iraniano di South Pars, che aveva subito gravi danni dopo un bombardamento israeliano lo scorso marzo. Lo ha dichiarato il viceministro del Petrolio iraniano, Ahmad Zeraatkar, secondo il quale la struttura tornera' a pieno regime nelle prossime settimane, riporta Al Jazeera.
Macron: pronti a partecipare a operazione Hormuz con mandato chiaro
La Francia è pronta a partecipare a un'operazione internazionale nello Stretto di Hormuz, purché abbia un mandato chiaro e carattere esclusivamente difensivo, ma non intende entrare in uno scontro con l'Iran. Lo ha affermato il presidente francese Emmanuel Macron in un'intervista ad Abc News a New York. "Siamo pronti a far parte di un'operazione internazionale con un quadro chiaro e puramente difensivo. Non voglio impegnarmi in un confronto con alcun Paese, ma siamo pronti a essere maggiormente coinvolti per proteggere alcune capacità e rendere possibile il transito", ha dichiarato Macron. Secondo il presidente francese, la gravità della situazione nello Stretto di Hormuz è stata probabilmente sottovalutata e il problema deve ora essere affrontato. Macron ha spiegato che l'obiettivo principale del suo incontro di lunedì con il presidente americano Donald Trump era discutere un accordo necessario per riaprire lo Stretto e ridurre la pressione sui prezzi dei carburanti. Stati uniti e Israele hanno avviato alla fine di febbraio un'operazione militare contro l'Iran. Le ostilità hanno provocato un forte calo del traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz, attraverso il quale prima del conflitto transitava circa un quinto del commercio mondiale di petrolio e gas naturale liquefatto.
Petrolio in calo: Brent sotto ai 99 dollari al barile
Aprono in calo i prezzi del petrolio: i futures sul greggio Brent sono scesi dello 0,92 per cento attestandosi a 98,34 dollari al barile. Anche il West Texas Intermediate (Wti) è in calo di 1,37 dollari (-1,51 per cento), scendendo a 89,15 dollari al barile. Si tratta della sesta seduta consecutiva in calo per il greggio, con una flessione che supera il 9 per cento ed è dovuta alla notizia degli incontri tra iraniani e statunitensi che si sono tenuti a New York.
Il Pentagono aggiorna il numero dei soldati Usa morti nella guerra in Iran
Sono 19 i militari statunitensi morti nel conflitto tra Stati uniti e Iran dallo scorso 28 febbraio. Lo indicano gli ultimi dati ufficiali diffusi dal Pentagono, che ha aumentato di una unità il bilancio delle vittime tra le forze americane impegnate nell'operazione contro Teheran. L'identità dell'ultima vittima non è stata ancora resa nota ufficialmente. Secondo il Washington Post, che cita un funzionario della Difesa americana rimasto anonimo, si tratterebbe di una ufficiale che avrebbe avuto un'emergenza medica durante il volo verso il Medio Oriente.
Araghchi: Francia usa due pesi e due misure su diritti umani
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha criticato le politiche francesi nei confronti di Teheran durante un incontro con il suo omologo francese, Jean-Noel Barrot, a margine dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa statale Irna. Araghchi ha definito "inaccettabile" la posizione della Francia sugli attacchi israelo-americani e ha accusato Parigi di avere due pesi e due misure in materia di diritti umani. "La Francia non può affermare di avere a cuore i diritti umani rimanendo in silenzio di fronte all'uccisione di donne e bambini iraniani", ha dichiarato.
Iran, contatti con Usa a New York attraverso la mediazione del Qatar
L'Iran ha trasmesso agli Stati Uniti, attraverso il Qatar a New York, le proprie condizioni per un'intesa, chiedendo tra l'altro la fine della guerra "su tutti i fronti", lo stop alle azioni militari statunitensi e al blocco navale e la liberazione degli asset iraniani. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei all'agenzia Irna. Baghaei ha precisato che i contatti con la parte statunitense sono avvenuti attraverso il mediatore qatariota e sono serviti a comunicare le condizioni poste da Teheran. Tra le richieste iraniane figurano "la fine della guerra su tutti i fronti", la cessazione di quelle che Teheran definisce "azioni aggressive" degli Stati uniti, la fine del blocco navale e della "guerra economica" e lo sblocco degli asset iraniani. Il portavoce non ha fornito ulteriori dettagli.
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