L’Iran sta preparando una lista di condizioni per riaprire pienamente lo Stretto di Hormuz. Il segretario del Consiglio supremo di sicurezza nazionale iraniano, Mohsen Rezaei, ha detto che Teheran lo farà su richiesta dei mediatori. Secondo Reuters, Iran e Oman avrebbero concordato in linea di principio un corridoio di navigazione attraverso acque omanite e iraniane. Restano però da definire le condizioni poste da Teheran agli Stati Uniti.

Il Qatar sta facendo da principale intermediario. Il premier e ministro degli Esteri qatariota Sheikh Mohammed bin Abdulrahman Al Thani è stato ieri a Teheran e ha incontrato il presidente Masoud Pezeshkian, il ministro degli Esteri Abbas Araghchi e altri dirigenti iraniani. L’obiettivo dichiarato è ridurre l’escalation e riaprire uno spazio negoziale Usa-Iran. Ma Washington per ora non sembra voler tornare all’accordo negoziale di giugno.

Trump ha ribadito giovedì che gli Stati Uniti non stanno cercando incontri con Teheran e che non hanno fretta di riaprire i negoziati. Nella notte il comandante del Centcom, l’ammiraglio Bradley Cooper, ha sostenuto che le rotte internazionali nello Stretto di Hormuz sarebbero state liberate dalle mine. Ap precisa però che la dichiarazione americana non è stata verificata indipendentemente e che il traffico è ancora molto inferiore al periodo prebellico.

I dati Reuters confermano la fragilità della situazione: giovedì sono passate attraverso Hormuz soltanto sette navi mercantili, contro 17 il giorno precedente e una media recente di circa 15. Reuters stima che il traffico complessivo resti attorno al 5–15 per cento dei livelli normali.

PUNTI CHIAVE

10:26

Iran: "Abbiamo nuove armi, le sveleremo sul campo"

08:56

Bessent: "Il blocco schiaccerà l'economia iraniana"

06:01

Centcom: "Mine rimosse, Hormuz è aperto"

18:58

 Imo: 6.000 marinai ancora bloccati a sei mesi da inizio guerra

A sei mesi dall'inizio del conflitto, "la situazione nello Stretto di Hormuz rimane irrisolta" e "circa 6.000 marinai a bordo di 400 navi" sono ancora bloccati nel Golfo Persico. Lo ha detto il segretario Generale dell'Organizzazione marittima internazionale delle Nazioni Unite (Imo), Arsenio Dominguez, sollecitando in una nota "soluzioni concrete per ripristinare la libertà di navigazione". Ad oggi, l'Imo ha verificato almeno 70 attacchi contro navi mercantili internazionali, con 19 marittimi uccisi. 

18:27

Araghchi: "Non perdoneremo mai i raid Usa sulla scuola a Minab"

L'Iran non dimenticherà e non perdonerà mai l'attacco condotto dagli Stati Uniti contro una scuola elementare a Minab, il primo giorno della guerra lo scorso 28 febbraio. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi visitando un'esibizione dedicata alle vittime del raid. Citato dall'emittente Irib, Araghchi ha affermato che gli studenti della scuola di Minab sono diventati un "simbolo eroico" per l'Iran e che il popolo iraniano non "dimenticherà" né "perdonerà" mai l'attacco. 

17:37

L'Iran scrive le «condizioni» per riaprire lo stretto di Hormuz

Il presidente del Consiglio iraniano per la sicurezza nazionale, Mohsen Rezaei, ha annunciato che Teheran «ha predisposto un elenco di condizioni» per gli Stati Uniti al fine di riaprire lo Stretto di Hormuz. Secondo quanto rilanciato dai media di Teheran, Rezaei ha spiegato che qualsiasi memorandum d'intesa con Washington comprende diverse condizioni, a partire dalla fine della guerra nella regione da parte degli Stati Uniti, compreso il Libano, e dal ritiro di Israele dalle aree di cui ha preso il controllo. Il responsabile iraniano ha sottolineato che «i sobborghi meridionali e Beirut sono una linea rossa per noi», aggiungendo che Teheran segue gli sviluppi «con estrema serietà». Ha inoltre indicato tra le condizioni iraniane la fine della guerra a Gaza e la cessazione degli attacchi israeliani su Damasco, in Siria.

17:07

Usa, restrizioni a banca egiziana per premere su Teheran 

Il governo statunitense bloccherà l'accesso al sistema finanziario Usa alla filiale emiratina della banca statale egiziana Misr. La banca è accusata di aver partecipato a transazioni finanziarie con l'Iran, ha dichiarato un funzionario statunitense. Si tratta della prima azione concreta intrapresa dal governo statunitense da quando il segretario del Tesoro Scott Bessent ha annunciato all'inizio di questa settimana l'intenzione di tagliare fuori Teheran da «tutte le risorse economiche» al fine di portare l'Iran all'«isolamento totale».

17:06

Iran, fonti Usa ad Axios: ridotto il controllo di Teheran su Hormuz

Negli ultimi due mesi l'esercito americano ha progressivamente eroso il controllo dell'Iran sullo Stretto di Hormuz, al punto per cui oggi le forze armate Usa ne controllano di fatto la maggior parte. È quanto hanno dichiarato funzionari Usa ad Axios. Il sito americano ricorda, citando anche fonti israeliane, che la decisione di chiudere lo Stretto di Hormuz venne presa all'inizio del conflitto israelo-americano contro l'Iran dall'allora comandante della marina dei Guardiani della rivoluzione islamica, il generale Alireza Tangsiri. Nelle prime 72 ore di guerra l'Iran annunciò la chiusura dello stretto e avvertì che avrebbe attaccato le petroliere che avessero tentato di attraversarlo. Dietro le quinte, però, Tangsiri diede anche l'ordine di piazzare mine navali nel Traffic Separation Scheme (Tss), la principale rotta internazionale attraverso lo stretto, secondo quanto sostenuto funzionari israeliani e statunitensi. Tangsiri venne ucciso tre settimane dopo in un raid aereo israeliano nella città portuale di Bandar Abbas, nel sud dell'Iran. Il memorandum di intesa firmato a giugno da Stati Uniti e Iran prevedera, tra le altre condizioni, la riapertura dello Stretto, ma l'accordo non è stato messo in atto e i paesi mediatori stanno cercando di rilanciare il negoziati. Tuttavia, da allora le forze americane hanno agito per riaprire unilateralmente lo stretto. Secondo quanto appreso da Axios, l'operazione ha incluso diversi elementi: insieme agli Emirati Arabi Uniti, una task force militare americana ha iniziato a guidare le navi attraverso il corridoio meridionale dello stretto, fornendo copertura aerea e intercettando gli attacchi di droni e missili da crociera iraniani; una campagna di bombardamenti americani di due settimane a luglio, che ha ridotto la capacità dei pasdaran di attaccare le navi che attraversano lo stretto; un'operazione di sminamento che ha visto coinvolti sommozzatori della Marina, Navy Seal, droni subacquei e di superficie e contractor privati per individuare e neutralizzare le mine. 

17:05

Ministro Difesa Iran: «Gli Stati Uniti capiranno a tempo debito che sorpresa gli riserveremo»

Il ministro della Difesa iraniano, Majid Ebn al Reza, ha dichiarato che gli Stati Uniti «capiranno a tempo debito quale sorpresa gli riserveremo». Lo riferisce l'agenzia di stampa statale «Tasnim». «Grazie alle conoscenze iraniane, alla gioventu' iraniana e al lavoro svolto nell'industria della difesa, ci saranno delle belle sorprese in arrivo», ha dichiarato il ministro, aggiungendo che «tutti, e in particolare i nostri nemici, devono sapere che a tempo debito» ne «verranno a conoscenza». 

15:44

Idf lanciano «un attacco di precisione contro diversi terroristi» a Jenin

L'esercito israeliano comunica che poco fa è stato lanciato un attacco di precisione contro «diversi terroristi» nell'area di Jenin, in Cisgiordania. Lo riporta il Times of Israel. I raid aerei israeliani in Cisgiordania sono stati piuttosto rari negli ultimi anni.

15:28

Idf: "Uccisi a Gaza due comandanti di Hamas e della Jihad islamica"

L'Idf rende noto che in un attacco avvenuto ieri nell'area di Al-Shati, a Gaza City, è stato ucciso il comandante di Hamas Ibrahim Nabil Ibrahim Bass, che si era infiltrato nel territorio israeliano e aveva partecipato al massacro del 7 ottobre. L'esercito israeliano riferisce un ulteriore raid nell'area di Sabra, sempre a Gaza City, durante il quale è stato ucciso il comandante di un plotone di osservazione dell'organizzazione della Jihad islamica palestinese Hamdi Ahmad Hamid Kahlil. "Recentemente e nel corso della guerra, i terroristi hanno continuato a portare avanti attacchi contro le truppe dell'Idf e i civili israeliani, tentando al contempo di ripristinare le capacità delle organizzazioni terroristiche, in sistematica violazione del cessate il fuoco. Gli attacchi sono stati effettuati per eliminare la minaccia che rappresentavano", scrive l'Idf in una nota. 

15:27

Mladenov: "Il piano del Board of Peace è l'unica alternativa alla guerra"

Il piano del Board of Peace per Gaza è l'unica alternativa a una ripresa delle ostilità che sarebbe "devastante". Lo ha dichiarato ad Al Jazeera Nikolay Mladenov, l'alto rappresentante dell'organismo voluto dal presidente americano Donald Trump. Mladenov ha avvertito che, se non verrà applicato il piano, il fragile cessate il fuoco tra Hamas e Israele si interromperà. Non ci sono "alternative migliori" al piano del Board, ha aggiunto il diplomatico, secondo il quale ci sono finora impegni per 7 miliardi di dollari per la ricostruzione di Gaza.

15:26

Germania: "Rinviati colloqui su Hormuz a Istanbul"

Sono stati rinviati i colloqui sul futuro dello Stretto di Hormuz promossi dalla Turchia e dalla Germania, che avrebbero dovuto tenersi domenica a Istanbul. Lo ha comunicato il governo di Berlino spiegando che i colloqui sono stati rinviati a causa di un problema nell'agenda di uno dei partecipanti. Al momento non è stata ancora fissata una nuova data. All'incontro di Istanbul avrebbero dovuto partecipare i ministri degli Esteri di Germania, Turchia, Francia e Gran Bretagna. In programma incontri con i capi della diplomazia di Arabia Saudita, Pakistan ed Egitto. I colloqui avrebbero dovuto concentrarsi sulla sicurezza regionale e sulla libertà di navigazione nello Stretto, bloccato dall'inizio della guerra con l'Iran.

15:05

Il cantante iraniano Namjoo torna a Teheran dopo 20 anni di esilio negli Usa: si era opposto alla guerra

Il rinomato cantante e artista iraniano Mohsen Namjoo è tornato in Iran dagli Stati Uniti, dove ha vissuto in esilio per diversi anni dopo essere stato condannato al carcere per aver musicato versetti del Corano. Lo riferisce l'agenzia di stampa ufficiale Irna. 
Durante il culmine della guerra israelo-americana contro l'Iran, l'artista si è ripetutamente espresso contro «gli attacchi che stanno distruggendo il Paese» e ha accusato l'opposizione con sede all'estero di essere «guerrafondaia». Tuttavia, in queste dichiarazioni, diventate virali e suscitando indignazione tra gli oppositori, ha mantenuto le distanze dalla Repubblica Islamica. 
Nato nel 1976 a Torbat Jam, nel nord-est dell'Iran, Namjoo ha raggiunto la fama negli anni 2000 con canzoni che fondono la musica tradizionale e il folklore iraniano con il rock e il jazz occidentali. Nel 2009, i media filogovernativi riportarono che l'artista, che all'epoca viveva negli Stati Uniti, era stato condannato al carcere per aver recitato versetti del Corano in modo ritenuto «offensivo» e per aver deriso il testo sacro. Dopo aver pubblicato un album con l'approvazione del governo, chiarì di aver registrato il brano controverso in privato. 
Questa settimana, ha annunciato a New York la sua intenzione di «tornare in patria dopo vent'anni di esilio», affermando di non essere preoccupato di poter continuare o meno la sua carriera musicale in Iran. Ieri, un video diventato virale ha mostrato Mohsen Namjoo all'aeroporto internazionale di Teheran, dove i fan si scattavano selfie con lui. Irna ha poi elogiato «le sue posizioni patriottiche» durante la guerra.

13:17

Teheran esorta alleati a non rispettare sanzioni Usa

Il ministero degli Esteri iraniano ha esortato i Paesi alleati a non attuare le sanzioni statunitensi contro Teheran, affermando che la partecipazione a tali misure equivarrebbe a una complicità nell'imposizione di quella che ha definito la "volontà illegittima" di un Paese sugli altri. Il ministero ha avvertito che la nuova politica statunitense richiede un intervento da parte della comunità internazionale, compresi gli organismi delle Nazioni Unite, per difendere lo Stato di diritto; Teheran ha poi aggiunto che è determinata a utilizzare tutte le sue capacità per difendersi da quello che ha descritto come un "attacco militare ed economico combinato tra Stati Uniti e Israele". La dichiarazione fa seguito al lancio, da parte di Washington questa settimana, di una nuova campagna di sanzioni contro l'Iran e le entità che intrattengono rapporti commerciali con esso. 

13:01

Ministero degli Esteri dell'Iran: «Le sanzioni Usa mettono a rischio la vita di milioni di civili»

Con un comunicato il ministero degli Esteri iraniano ha esortato tutti i Paesi a rifiutare le ultime sanzioni imposte a Teheran dagli Stati Uniti, avvertendo che aderirvi significherebbe essere «complici» di misure illegali imposte a una nazione indipendente. Nella nota le sanzioni americane vengono definite «terrorismo di Stato» e «crimini contro l'umanità», poiché starebbero mettendo a rischio la salute e la vita di milioni di civili iraniani.

12:53

Trump: "Stretto Hormuz è aperto, risposta Teheran molto debole"

Lo Stretto di Hormuz "è aperto". Lo ha ribadito ad Axios il presidente americano Donald Trump. "La risposta iraniana è molto debole. Non vogliono che torniamo a colpirli. Questo è il punto fondamentale. Il resto non conta", ha aggiunto Trump. Nella notte il comandante del Centcom, Brad Cooper, ha affermato che "le rotte marittime riconosciute a livello internazionale nello Stretto sono libere dalle mine navali iraniane", definendo il risultato "un traguardo importante". Secondo funzionari americani citati da Axios, ogni notte transitano attraverso Hormuz tra le 20 e le 30 petroliere, circa la metà rispetto ai livelli precedenti alla guerra. Un funzionario Usa ha inoltre riferito che nell'ultimo mese l'Iran ha colpito circa il 2 per cento delle navi transitate nello Stretto, pur continuando a tentare attacchi che nella maggior parte dei casi non vanno a segno.

11:03

Drone israeliano uccide tre persone nel sud della Striscia di Gaza

L'agenzia di stampa palestinese Wafa riferisce che tre persone sono rimaste uccise da un drone israeliano ad al-Qarara, a nord-est di Khan Younis, nella Striscia di Gaza meridionale. Secondo quanto riportato da Al-Jazeera, le tre persone morte facevano parte tutte della stessa famiglia.

10:26

Iran: "Abbiamo nuove armi, le sveleremo sul campo"

L'industria bellica iraniana ha preparato "nuove armi, equipaggiamenti, tecnologie e tattiche per preservare l'elemento sorpresa, che verranno svelate sul campo di battaglia". Lo ha detto, secondo la testata iraniana Press Tv, il portavoce del ministero della Difesa di Teheran Reza Talaei-Nik. "L'industria della difesa iraniana è andata oltre la semplice copia e l'ingegneria inversa - ha aggiunto - sviluppando ora autonomamente alcune tecnologie per droni e missili balistici. Il nemico e alcuni Paesi stranieri avevano affermato, prima della guerra del Ramadan, di star copiando i progetti iraniani di droni e armi"

09:55

Il nipote di  Khomeini: "Abbiamo sconfitto tiranni peggiori di Trump"

"Risorgeremo dalle nostre ceneri come la fenice: abbiamo sconfitto tiranni peggiori di Trump". Lo ha detto, secondo l'agenzia iraniana Isna, l'ayatollah Seyyed Hassan Khomeini, nipote della prima Guida Suprema dell'Iran, durante un incontro con gli ospiti stranieri della Conferenza sull'Unità Islamica tenutasi presso il santuario dell'Imam. "Se i musulmani non sono uniti, saranno schiaffeggiati" ha detto.

08:56

Bessent: "Il blocco schiaccerà l'economia iraniana"

"Il blocco e l'operazione di emarginazione economica schiacceranno la già fragile economia iraniana. Gli Stati Uniti hanno spostato 130 milioni di barili di petrolio all'esterno negli ultimi 14 giorni. L'Iran: 0". Lo scrive su X il segretario al Tesoro Usa Scott Bessent.

08:13

Petrolio, cala il prezzo in Asia

Prezzo del petrolio in calo sui mercati asiatici, con il Wti in ribasso dello 0,4% a 83,20 dollari al barile e il Brent che cede lo 0,25% a 88,30. Gli investitori continuano a monitorare gli sviluppi in Medio Oriente e gli sforzi per riaprire lo Stretto di Hormuz.

07:15

Trump insiste: "Hormuz territorio Usa"

Donald Trump insiste con la sua designazione di Stretto di Hormuz come di "un nuovo territorio americano". In un collage di bandiere postato su Truth, il tycoon menziona alcuni territori Usa, tra cui Guam, le Us Virgin Islands, Portorico e American Samoa, insieme al "nuovo" ingresso, rappresentato da un'immagine stilizzata dello Stretto di Hormuz. 

06:01

Centcom: "Mine rimosse, Hormuz è aperto"

Le forze armate Usa hanno bonificato le rotte marittime internazionali dello Stretto di Hormuz dalle mine iraniane e ora il passaggio è liberamente navigabile. Lo ha dichiarato l'ammiraglio Brad Cooper, comandante del Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom), in un video su X. "Abbiamo bonificato con successo le mine marine dalle rotte di navigazione internazionali dello Stretto, posizionate mesi fa dai Pasdaran. Oggi le rotte marittime internazionali sono aperte", ha affermato l'ammiraglio

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