Prosegue l’escalation tra gli Houthi e l'Arabia Saudita. Nella notte tra lunedì 12 e martedì 13 ottobre, la coalizione guidata da Riad ha annunciato di aver intercettato nuovi missili balistici lanciati dal movimento yemenita sostenuto dall'Iran. Gli Houthi hanno rivendicato un attacco contro l'aeroporto internazionale King Khalid della capitale saudita e un'operazione con droni contro una base militare a Khamis Mushait, nel sud-ovest del paese. Le autorità saudite hanno segnalato nuove allerte e dichiarato cessato il pericolo. 

L'aeroporto di Riad resterà chiuso almeno fino al 17 ottobre, mentre le compagnie aeree continuano a cancellare i collegamenti. Le autorità saudite stanno indagando sulle falle nei sistemi di difesa che hanno consentito ai missili e ai droni Houthi di raggiungere lo scalo nei giorni precedenti.

A Washington, Donald Trump mantiene aperta la possibilità di un intervento militare americano. Dopo aver confermato lunedì un colloquio con il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman, il presidente ha accusato gli Houthi di comportarsi «molto male». Interrogato sulla possibilità che gli Stati Uniti intervengano in difesa dell'Arabia Saudita, ha risposto: «Lo saprete presto».

Nello Yemen, intanto, si aggrava la situazione di Taiz, la terza città del paese, quasi completamente circondata dagli Houthi. Un reportage pubblicato martedì dall'Associated Press racconta la fuga di numerose famiglie e le crescenti difficoltà di approvvigionamento per oltre un milione di abitanti. Scarseggiano carburante, medicinali e generi alimentari, mentre gli ospedali rischiano di interrompere i servizi essenziali. 

PUNTI CHIAVE

18:01

Petroliera danneggiata ad Hormuz

16:15

Esplosioni a Sana'a

15:54

Gli Houthi elencano tre siti da evacuare in Arabia, tra cui l'aeroporto di Riad

18:55

Iran e Oman vicini ad un accordo sul transito provvisorio ad Hormuz

Iran e Oman sono vicini all'attuazione di un accordo provvisorio per il transito nello Stretto di Hormuz. Lo dichiara il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei. Inoltre ha aggiunto che Teheran e Muscat stanno proseguendo le consultazioni per stabilire rotte sicure per le navi commerciali nello Stretto di Hormuz, è stata anche raggiunta un'intesa su un percorso di transito sicuro provvisorio. Il portavoce iraniano ha aggiunto che 'intesa non deve essere confusa con la riapertura del passaggio marittimo, in quanto resta ancora da valutare una soluzione a lungo termine per la gestione e la messa in sicurezza del transito. 

18:01

Petroliera danneggiata ad Hormuz

Una petroliera ha subito danni, prendendo fuoco mentre tentava di attraversare una «zona interdetta» nello Stretto di Hormuz con i sistemi di tracciamento disattivati. Ad affermarlo è stata la Marina iraniana. La nota precisa che l'imbarcazione in questione era stata individuata dalla Marina iraniana. Il comunicato indica inoltre che la Marina ha adottato un «nuovo assetto di dispiegamento» nelle regioni a est dello Stretto di Hormuz, nonché nel Mare di Oman e nel Mar Arabico, e sta monitorando il traffico marittimo e le attività di entità straniere «in modo continuo e in tempo reale». 

18:00

Trump vuole chiedere alla Turchia di unirsi alla risposta contro gli Houthi

Il presidente Usa Donald Trump non esclude di chiedere al presidente turco Recep Tayyip Erdogan di unirsi alla risposta contro gli houthi per gli attacchi all'Arabia Saudita. Il tycoon ha sottolineato che Erdogan è un suo "grande amico".

17:58

L'Arabia minaccia conseguenze contro gli Houthi

L'Arabia Saudita "non tollererà minacce alla sicurezza o alla navigazione marittima nel Mar Rosso e nello stretto di Bab el-Mandeb" e minaccia "conseguenze" per gli Houthi dopo gli attacchi contro il Regno. Il governo di Riad ha elogiato le forze governative yemenite per i loro sforzi volti a "neutralizzare le minacce" rappresentate dagli Houthi.

17:50

Trump: "Gli Houthi si stanno comportando molto male"

Il presidente americano Donald Trump ha dichiarato che gli houthi si stanno comportando molto male. Lo ha detto rispondendo ad alcune domande dei giornalisti prima di partire per l'Alaska, dove andrà per sostenere i candidati repubblicani. 

17:36

L'Egitto considera di entrare nell'accordo di difesa della Mecca

L'Egitto sta considerando di aderire all'accordo di difesa congiunta della Mecca, firmato da Arabia Saudita, Turchia e Pakistan lo scorso agosto. A dichiararlo è il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty, assicurando il sostegno a Riad dopo i recenti attacchi degli Houthi. Abdelatty ha affermato che il Cairo è pronto a rispondere alle richieste di Riad: «Qualunque cosa ci venga richiesta dai sauditi, naturalmente risponderemo senza alcuna riserva, stiamo fornendo ogni tipo di sostegno». Il ministro ha anche dichiarato che l'adesione dell'Egitto all'accordo di difesa della Mecca «è oggetto di seria valutazione da parte del nostro governo». Arabia Saudita, Turchia e Pakistan hanno firmato l'accordo trilaterale per avere una posizione comune in materia di sicurezza per la guerra tra Stati Uniti e Iran. Abdelatty ha poi sottolineato che il Cairo mantiene ottimi rapporti con i Paesi firmatari.

17:32

Le forza governative riprendono il controllo di Al-Sarari in Yemen

Dopo un contrattacco contro le posizioni Houthi, le forze governative hanno ripreso il controllo dell'area di Al-Sarari nel distretto di Sabr Al-Mawadim. Al Jazeera sottolinea però il peggioramento della crisi umanitaria a Taiz, dato che gli Houthi continuano a bloccare il principale punto di accesso occidentale alla città. Viene citato un avvertimento dell'ufficio sanitario riguardo l'imminente esaurimento di medicinali e forniture mediche, questo è una minaccia per la vita dei pazienti sottoposti a dialisi renale, quelli in terapia intensiva e dei neonati in incubatrice. Inoltre le scorte di farina e grano sarebbero sufficienti solo per 19 giorni.

16:16

Colpito impianto petrolifero di Sana'a

La capitale dello Yemen controllata dagli Houthi è stata colpita, secondo i media affiliati ai ribelli i raid aerei condotti dalle forze sostenute dall'Arabia Saudita hanno colpito un impianto petrolifero nella zona di al-Sabaha. Le notizie giungono dopo che l'Arabia Saudita aveva avvisato di evacuare la zona vicino all'impianto petrolifero situato proprio nella capitale yemenita, in vista di un'operazione nell'area.

16:15

Esplosioni a Sana'a

Si segnalano esplosioni nella capitale yemenita Sana'a, in mano agli Houthi da settembre 2014. Lo riferisce al-Jazeera.

15:54

Gli Houthi elencano tre siti da evacuare in Arabia, tra cui l'aeroporto di Riad

Gli Houthi yemeniti hanno minacciato di colpire l'aeroporto di Riad e una raffineria nella capitale saudita, oltre che la la sede della compagnia petrolifera Aramco a Dammam se l'Arabia Saudita attaccherà Sanaa. "Le Forze armate yemenite invitano tutti i cittadini a evacuare immediatamente e ad allontanarsi dagli obiettivi che le nostre forze armate colpiranno se il nemico saudita dovesse attaccare i luoghi annunciati nella capitale Sanaa" ha scritto su X il portavoce militare del movimento filo-iraniano, indicando i tre siti sauditi. 

15:45

L'Iran si dice pronto ad ogni scenario

Il governo di Teheran si dichiara pronto "a ogni scenario" nel caso di nuove operazioni su vasta scala, da parte di Usa e Israele. Si pensa anche alla possibile sospensione di voli e collegamenti ferroviari. "Siamo pronti a ogni scenario, compresa la sospensione dei voli o dei collegamenti ferroviari" riferisce il portavoce del governo, Fatemeh Mohajerani. La portavoce ha però precisato di "non poter entrare nel dettaglio delle misure adottate dal governo perché siamo in guerra".

15:39

Teheran prende di mira siti militari secondo l'MI5 britannico

Ken McCallum, capo dell'ente per la sicurezza e controspionaggio inglese MI5, ha dichiarato che l'Iran sta provando a colpire siti militari nel Regno Unito e che il presunto complotto per attaccare una base aerea militare gestita dagli Stati Uniti lo scorso settembre "non è un caso isolato". McCallum oggi ha tenuto il discorso annuale di aggiornamento sulle minacce alla sicurezza nazionale, nel quale ha dichiarato che Teheran vuole intensificare le sue azioni ostili in Gran Bretagna. Ad esempio si tratterebbe di incendi dolosi e atti di sabotaggio contro siti ebraici, che secondo il Regno Unito sarebbero stati compiuti da gruppi legati all'Iran. McCallum ha aggiunto che un altro "cambiamento significativo di quest'anno riguarda le ambizioni iraniane di colpire obiettivi più protetti, come le installazioni militari". L'episodio alla base Raf di Fairford "non è un caso isolato; si sono verificati altri esempi, non solo nel Regno Unito ma in tutto il mondo" ha concluso.

15:38

Merzt condanna gli attacchi degli Houthi

Riguardo la situazione sempre più tesa in Medio Oriente, il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha pubblicato un post su X scrivendo: "Condanno gli attacchi terroristici sferrati dagli Houthi, sostenuti dall'Iran, contro gli aeroporti dell'Arabia Saudita. Tutto questo deve finire. Ho discusso con il principe ereditario Mohammed bin Salman di come porre fine al conflitto e garantire la stabilità dei prezzi dell'energia: l'Iran deve negoziare, non destabilizzare la regione". 

15:09

I civili sono stati avvisati di evacuare il sito saudita di Aramco. Gli Houthi lo considerano un obiettivo legittimo

Per gli Houthi dello Yemen i siti di Saudi Aramco nella vicina Arabia Saudita sono "obiettivi legittimi". Il portavoce degli Houthi, Yahya Saree, ha invitato "tutti i dipendenti e i civili presenti nei pressi di qualsiasi siti legato" alla compagnia ad allontanarsi. La minaccia arriva dopo che la coalizione a guida saudita, impegnata contro gli Houthi in Yemen, ha invitato i civili che si trovano nella capitale yemenita Sana'a ad allontanarsi da un sito della compagnia petrolifera yemenita.

14:57

L'ambasciata di Francia in Arabia Saudita sconsiglia di recarsi a Gedda, Riad e Dammam

L’ambasciata francese in Arabia Saudita sconsiglia ai cittadini francesi di recarsi a Gedda e Dammam. «Considerata la situazione della sicurezza, si sconsiglia formalmente ai cittadini francesi di recarsi o effettuare uno scalo all’aeroporto internazionale King Khalid di Riad, all’aeroporto King Abdulaziz di Gedda e all’aeroporto King Fahd di Dammam» si legge su Instagram.

14:56

Houthi avvertono l'Arabia: se attaccate Sanaa la risposta sarà dolorosa

Gli Houthi yemeniti hanno avvertito l'Arabia Saudita che un attacco contro Sanaa provocherà una rappresaglia contro Riad. "Le Forze armate yemenite avvertono il nemico saudita che qualsiasi attacco contro la capitale Sanaa riceverà una risposta dura e dolorosa nella capitale nemica Riad" scrive su X il portavoce militare degli Houthi, Yahya Saree.

14:23

Putin al telefono con il presidente degli Emirati, il tema è l'accordo sul gasolio con gli Usa

Il presidente russo Vladimir Putin ha discusso dell'accordo raggiunto con Donald Trump per la fornitura di gasolio russo sui mercati internazionali, in una conversazione telefonica con il suo omologo degli Emirati arabi uniti,  Mohammed bin Zayed Al Nahyan. "Nel corso dello scambio di opinioni sull'agenda internazionale le parti hanno discusso degli accordi raggiunti a seguito di una conversazione telefonica tra Vladimir Putin e il presidente statunitense Donald Trump in merito alla fornitura di gasolio russo, nonché delle prospettive di risoluzione della crisi nel Golfo Persico" fa sapere in una nota la presidenza russa.

13:38

Una bambina tra i 5 civili morti dopo gli ultimi attacchi Houthi

Almeno cinque civili sono rimasti uccisi, e oltre una dozzina sono i feriti dopo gli attacchi degli Houthi nella provincia yemenita di Taiz; a riferirlo è l'Ufficio per i diritti umani del governatorato di Taiz. Tra le vittime figura la piccola Ahlam Abdulsalam, di cinque anni, rimasta uccisa da un proiettile che ha colpito l'abitazione della sua famiglia nella zona di Haysaban, nel distretto di Al-Misrakh. Nella città di Taiz, gli Houthi hanno bombardato quartieri residenziali densamente popolati, ferendo 17 civili nelle ultime 24 ore, tra cui sei anziani, cinque donne e sei bambini.

13:30

Telefonata tra Mertz e Bin Salman, condanna agli attacchi Houthi 

Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha avuto un colloquio telefonico con il principe ereditario dell'Arabia Saudita, Mohammed bin Salman. «Oggetto della conversazione sono stati gli attacchi degli Houthi, tra cui quello all'aeroporto di Riad, e la situazione in Medio Oriente» dichiara il portavoce del governo federale, Stefan Kornelius. Merz ha condannato «con la massima fermezza» gli attacchi terroristici degli Houthi, così come il sostegno da parte dell'Iran. Sono tutti d'accordo sulla necessità di far cessare immediatamente ogni attacco. Lo stesso discorso vale per i blocchi navali attuati dall'Iran e dagli Houthi nello Stretto di Hormuz e nello stretto di Bab el-Mandeb. L'Iran deve inoltre «negoziare seriamente» e «smettere di destabilizzare la regione». Lo Stretto di Hormuz deve essere riaperto immediatamente «in modo permanente e senza restrizioni». Merz e bin Salam hanno discusso anche sulle modalità possibili da utilizzare per porre fine al conflitto e stabilizzare i prezzi dell'energia. 

13:04

Il Ministro degli esteri egiziano definisce "inaccettabili" gli attacchi degli Houthi

Il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty ha chiesto l'immediata cessazione degli attacchi contro l'Arabia Saudita da parte degli Houthi, sostenuti dall'Iran. Il Ministro egiziano, durante una conversazione telefonica con il suo omologo iraniano Abbas Araghchi, ha dichiarato che "non vi è alcuna giustificazione per questi attacchi, che sono inaccettabili". Per questa ragione Abdelatty avrebbe sollecitato Teheran a dare priorità alla diplomazia per trovare quindi una soluzione politica al conflitto tra Iran e Stati Uniti ed evitare "un'ulteriore escalation e instabilità" nella regione.

11:31

L'Iran ringrazia Putin per il suo ruolo nella guerra

L'Iran si dichiara grato al presidente russo Vladimir Putin per il suo ruolo nella fine della guerra con gli Stati Uniti. A dichiararlo è il vice ministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi. Putin avrebbe infatti comunicato al presidente statunitense Donald Trump la proposta del presidente iraniano Masoud Pezeshkian per la soluzione del conflitto. Inoltre aveva espresso la disponibilità di Mosca a contribuire alla risoluzione della situazione in Medio Oriente. "La Russia ha sempre affermato chiaramente la sua posizione, ovvero che questo conflitto scatenato dagli Stati Uniti debba finire, che questa aggressione debba cessare, e ha sempre anche dichiarato la sua disponibilità a impegnarsi per raggiungere la pace. Siamo grati che il presidente russo abbia espresso la sua disponibilità in questa questione", è la dichiarazione del vice capo della diplomazia iraniana.

11:27

Teheran sta rafforzando le sue difese, e si prepara all'escalation

L'Iran sta rafforzando le sue misure di protezione intorno ai siti nucleari e di alcuni bunker, sfruttando la breve pausa nelle ostilità per ricostruire il suo arsenale. Già a settembre l'Iran ha posizionato cumuli di terra intorno ai siti di Pickaxe Mountain e Natanz per impedire, o ostacolare, possibili attacchi di forze di terra. "Sia a parole che nei fatti la Repubblica islamica si sta preparando in modo attivo alla prossima guerra" ha osservato Ben Taleblu, responsabile del programma Iran presso la Foundation for Defense of Democracies. L'Iran rafforza le difese e raduna i lealisti, mentre si prepara a possibili nuove operazioni americane minacciando però una risposta più incisiva e più ampia a Stati Uniti e alleati nel Golfo. Funzionari iraniani hanno avvertito che la Repubblica islamica reagirebbe con un'ulteriore escalation in tutto il Medio Oriente se gli Usa dovessero avviare nuove operazioni. 

10:55

L'allarme della Croce Rossa: è necessaria una de-escalation in Medio Oriente

In Medio Oriente serve urgentemente una de-escalation: è quando emerge dall'allarme lanciato dalla presidente del Comitato Internazionale della Croce Rossa (Icrc), Mirjana Spoljaric, che sottolinea il prezzo inaccettabile pagato dai civili della regione a causa dei combattimenti. "Un'ulteriore intensificazione delle ostilità sarebbe disastrosa per decine di milioni di persone. È necessario compiere sforzi urgenti per ridurre la tensione e proteggere i civili da ulteriori danni" sottolinea Spoljaric. 

10:26

Grazie alle politiche del Paese, il Qatar sta "reggendo" dichiara l'Emiro Al Thani

"Il Qatar e la regione hanno affrontato eventi eccezionali che hanno dimostrato ancora una volta la coesione delle istituzioni statali". La chiusura dello Stretto di Hormuz e i danni all'impianto energetico di Ras Laffan hanno causato l'interruzione di gran parte delle esportazioni del Paese. Il Qatar però ha adottato politiche in grado di assorbirne le ripercussioni fino a questo momento. Questo è quando ha dichiarato l'emiro del Qatar, lo sceicco Tamim bin Hamad Al Thani, nel suo discorso al Consiglio della Shura, l'organo legislativo del Paese. "Il Qatar rappresenta quasi un quinto del commercio globale di gas naturale liquefatto; qualsiasi evento che lo riguardi si ripercuote sui mercati e sui consumatori". L'emiro ha denunciato gli attacchi dall'Iran, definendoli una "palese violazione della sovranità" del Paese. Ha inoltre parlato dai pericoli per gli attacchi dei coloni israeliani contro i palestinesi in Cisgiordania. "La sicurezza degli Stati del Consiglio di Cooperazione del Golfo e la salvaguardia della loro sovranità sono questioni imprescindibili". L'Emiro ha continuato dicendo che "il Qatar ha sempre preferito risolvere le controversie attraverso negoziati e mezzi diplomatici e pacifici". Ma "il nostro ricorso al dialogo e a soluzioni pacifiche non implica alcuna indulgenza nella difesa del nostro Paese". Ha infine concluso: "Occorre raddoppiare gli sforzi per garantire la sicurezza della navigazione nel Golfo e nello Stretto di Hormuz, nonché per proteggere gli impianti energetici e le infrastrutture civili". 

09:29

L'Arabia Saudita dice no all'intervento di Israele in Yemen

Il governo Israeliano sta cercando di intervenire militarmente nel conflitto contro gli houthi, nello Yemen, facendo pressioni sugli Stati Uniti, ma l'Arabia saudita si oppone. Lo riferiscono fonti di stampa israeliana. Ieri, il governo israeliano sul proprio account X ha scritto che Riad "è un alleato. Difenderemo questo bellissimo Paese".
Tuttavia, secondo la testata Haaretz che cita fonti diplomatiche, il principe Mohammed Bin Salman si è opposto al tentativo di Tel Aviv di avviare una cooperazione militare, volta a combattere contro i ribelli filo-iraniani. 

08:28

Reuters: Riad ha smesso di diramare allarmi prima degli attacchi mortali all'aeroporto

L'Arabia Saudita ha smesso di emettere avvisi pubblici di imminenti attacchi militari pochi giorni prima di una serie di attacchi mortali all'aeroporto di Riad che hanno ucciso almeno 18 persone e ne hanno ferite più di 300. Il governo non ha spiegato perché non siano stati diramati avvisi alla popolazione prima dei quattro attentati di Riad avvenuti la scorsa settimana. Lo scrive Reuters sul suo sito.

08:15

Arabia Saudita: "Intercettati tre missili balistici lanciati contro Riad"

La coalizione militare a guida saudita, che sostiene il governo yemenita riconosciuto a livello internazionale, ha intercettato tre missili balistici lanciati contro Riad e un'altra città saudita dai ribelli sciiti Houthi, a seguito di una serie di attacchi letali che hanno causato vittime in entrambi i Paesi.

08:11

Media, 5 morti e 17 feriti negli attacchi houthi a Taiz

La Rete yemenita per i diritti e le libertà afferma di aver documentato 43 violazioni commesse dalle forze Houthi nel governatorato di Taiz nelle ultime 24 ore, che hanno causato la morte di cinque civili e il ferimento di altri 17. In un rapporto diffuso dall'agenzia di stampa governativa yemenita Saba, il gruppo per i diritti umani ha affermato che tra le vittime risulta anche una bambina di cinque anni morta in seguito a un bombardamento che ha colpito la casa della sua famiglia nel distretto di al-Misrakh.

07:13

Houthi: "Abbattuto un drone saudita nel nord"

Le forze Houthi hanno abbattuto un drone da ricognizione armato Saudi Wing Loong II sopra il governatorato di Saada, nel nord dello Yemen. Lo ha riferito Yahya Saree, portavoce militare dei ribelli yemeniti, aggiungendo che il velivolo stava svolgendo "missioni ostili" quando è stato colpito con quella che ha definito un'"arma appropriata".

06:16

Etihad cancella voli per Riad, Dammam e Gedda

Etihad Airways ha annunciato la cancellazione dei voli tra Abu Dhabi e le citta' saudite di Riad, Gedda e Dammam a causa di "disagi nella regione", mentre gli Houthi continuano a sferrare attacchi contro il regno saudita. Tutti i voli tra Abu Dhabi e Riad sono stati cancellati fino al 19 ottobre. Anche Qatar Airways ha annunciato di aver temporaneamente sospeso i voli da e per Riad e Dammam a causa della "situazione attuale".

05:17

Trump: "Ho parlato con bin Salman degli houthi"

Donald Trump ha parlato con il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman degli attacchi degli Houthi contro l'aeroporto di Riad. Lo ha detto lo stesso presidente americano parlando con i giornalisti alla Casa Bianca

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