L’Arabia Saudita ha reso noto d’aver intercettato un drone Houthi diretto verso La Mecca, ma i ribelli yemeniti si sono dissociati: in un post su X, il portavoce militare dei ribelli sostenuti dall'Iran, Yahya Saree, ha respinto la versione della coalizione, definendola falsa e affermando che il gruppo non ha condotto alcuna operazione in territorio saudita. Al contempo, però, hanno rivendicato sei attacchi contro aeroporti e impianti petroliferi in Arabia Saudita, nonostante un raro incontro tra alti funzionari sauditi e iraniani avvenuto a Teheran all'inizio di questa settimana, al termine del quale le due parti avevano concordato di risolvere le divergenze regionali attraverso il dialogo.

A cercare di abbassare la temperatura su conflitto è intervenuto nel frattempo anche il vicepresidente JD Vance. Durante un incontro con gli elettori organizzato da Fox News a Fort Worth, in Texas, ha risposto a un elettore repubblicano che metteva in dubbio il rispetto della promessa di porre fine alle costose guerre all'estero: Vance ha riconosciuto le preoccupazioni per il coinvolgimento militare americano nella regione. «Capisco la frustrazione per le campagne militari in Medio Oriente» ha detto. «Vi prometto che Donald Trump non permetterà che diventi una guerra senza fine» ha aggiunto.

PUNTI CHIAVE

16:57

Tra i cinque attivisti arrestati ieri in Cisgiordania c'è uno studente modenese

14:13

Trump: «La guerra in Iran finirà presto, in un modo o nell'altro»

11:55

Teheran, arrivati i mediatori del Qatar per colloqui con funzionari iraniani

18:32

Raid dell'IDF una scuola che accoglieva 350 bambini e un campo per gli sfollati a Jabaliya

Una scuola allestita fra le tende di un campo sfollati, che accoglieva 350 bambini, è stata distrutta la scorsa notte da un un attacco aereo dalle forze israeliane che puntava a un edificio residenziale nella zona di Saftawi, a Jabaliya, nel nord della Striscia di Gaza.  Un insegnante, Mousa Zaqout, ha spiegato che la scuola, gestita da volontari, garantiva istruzione ai bambini del campo e delle aree circostanti. «Non esiste alcun cessate il fuoco, né nulla di simile. Ogni ora, in ogni istante, ci sono bombardamenti e distruzione», ha detto l'insegnante, lanciando un appello per ricostruire la scuola. Un palestinese, Rafiq Al-Madhoun, ha raccontato che la sua famiglia aveva ricevuto un ordine di evacuazione prima del bombardamento notturno a Jabaliya: «Non abbiamo potuto portare con noi nulla. Al mattino siamo rimasti scioccati nel vedere che non era rimasto più nulla». Alla domanda su dove andrà la sua famiglia, ha risposto: «Abbiamo intenzione di restare qui, tra le macerie. A Gaza non esiste un posto sicuro. Non si è al sicuro nemmeno camminando per strada»

17:42

Arabia saudita: «Intercettato missile Houthi verso il sud del Paese e un drone verso la regione di Riad»

«Le difese aeree hanno intercettato e distrutto un missile balistico lanciato dalla milizia terroristica Houthi verso la regione meridionale». Lo scrive su X il portavoce della coalizione a guida saudita generale Turki al-Maliki. La coalizione ha inoltre intercettato e distrutto un drone lanciato verso la regione di Riad, ha aggiunto al-Maliki. 

16:57

Tra i cinque attivisti arrestati ieri in Cisgiordania c'è uno studente modenese

Tra i cinque attivisti arrestati ieri dalle autorità israeliane in Cisgiordania c'è uno studente italiano, modenese, di 27 anni, studente. Il ragazzo si trovava nel villaggio di Al Lubban al-Gharbiyye per aiutare alcuni contadini nella raccolta delle olive. La famiglia del 27enne arrestato in Cisgiordania ha chiesto massimo riserbo sulla vicenda per ragioni di sicurezza. La Farnesina sta seguendo il caso dei cinque italiani arrestati e ha chiesto il loro immediato rilascio

16:47

Confermato l'arresto di attivisti del partito arabo Ra'am per presunta corruzione elettorale

I giudici hanno respinto il ricorso di uno degli arrestati nel giorno delle elezioni con il sospetto di corruzione elettorale a favore del partito arabo Ra'am. Si tratta di un medico della comunità beduina, figura di spicco del partito a livello locale, arrestato insieme ad altri due attivisti del partito con il sospetto che distribuisse soldi in cambio del voto. I magistrati hanno convalidato la proroga del fermo fino a domenica. Altre quattro persone sono state arrestate il giorno successivo con le stesse accuse, tre dei quali presidi di scuola in città beduine del Negev, che sono state poste ai domiciliari.

15:47

Idf: «Ucciso capo di Hamas che tenne prigionieri ostaggi tra cui la bimba Emily Hand»

L'Idf afferma che, durante un attacco nella zona di Nuseirat a Gaza, è stato ucciso Ihab Jamil Abu Taqiya, comandante di Hamas che le forze isrealiane ritengono sia coinvolto nella detenzione di numerosi ostaggi tra cui Raya Rotem, Hila Rotem Shoshani, Emily Hand, Ohad Ben Ami, Noa Argamani, Andrey Kozlov, Shlomi Ziv, Almog Meir Jan, Maxim Herkin, Yosef Haim Ohana, Segev Kalfon e Alexander Lobanov. Nello stesso attacco è stato ucciso anche Ibrahim Gihad Muhammad Abu Oshaiba, comandante di plotone di Hamas.

14:13

Trump: «La guerra in Iran finirà presto, in un modo o nell'altro»

La guerra in Iran finirà presto, in un modo o nell'altro. Lo ribadisce Donald Trump in un'intervista al programma radiofonico 'Mundo in the Morning', sottolineando che Teheran deve fare un accordo. 

12:45

Erdogan: «In Iran si trovi una soluzione diplomatica»

«Auspichiamo che la recente escalation di tensione con l'Iran possa essere risolta attraverso la diplomazia, anziché il ricorso alle armi». Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, lo ha detto in un intervento al vertice in corso ad Ankara dell'Organizzazione degli Stati turchi, fondata nel 2009 e di cui fanno parte Azerbaigian, Kazakistan, Kirghizistan e Uzbekistan, oltre alla Turchia. «Ritengo che, in quanto Stati di cultura turca, dobbiamo impegnarci maggiormente per giungere a una soluzione giusta della questione palestinese, che rimane per tutti noi una ferita aperta e irrisolta», ha aggiunto il leader turco, ribadendo il suo appello per la creazione di uno Stato palestinese basato sui confini del 1967, con Gerusalemme Est come capitale. «Dobbiamo fornire il contributo necessario affinché gli aiuti umanitari raggiungano Gaza e affinché le operazioni di ricostruzione abbiano inizio senza indugio», ha detto Erdogan.

12:30

Cisgiordania, Israele arresta quattro palestinesi

L'agenzia di stampa ufficiale palestinese «Wafa» riferisce che le forze israeliane hanno arrestato quattro palestinesi a sud di Tulkarem, nel nord della Cisgiordania. I militari israeliani avrebbero fermato un ex detenuto e suo fratello, oltre a un altro uomo nel villaggio di Kafr Abbush. Il quarto palestinese è stato arrestato dopo che i militari hanno fatto irruzione nella sua abitazione a Kafr Sur. 
 

11:55

Teheran, arrivati i mediatori del Qatar per colloqui con funzionari iraniani

Secondo l'agenzia di stampa ufficiale IRNA, una delegazione del Qatar, guidata da un alto consigliere del primo ministro e ministro degli Affari Esteri del Qatar, è arrivata a Teheran per dei colloqui con funzionari iraniani e discutere delle «relazioni bilaterali tra Iran e Qatar, nonché degli sviluppi regionali». La visita arriva dopo che alcuni media iraniani hanno riferito che Teheran ha ricevuto una lettera dal vicepresidente statunitense JD Vance, indirizzata al segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano, Mohsen Rezaei. Il Wall Street Journal ha riportato che la lettera riguardava un possibile quadro negoziale, piuttosto che condizioni specifiche per un accordo di pace. Il New York Times ha indicato che la missiva è stata trasmessa tramite mediatori del Qatar. 

10:28

Netanyahu non vuole il governo con i partiti arabi

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha invitato l'opposizione ad evitare la formazione di un governo con le liste arabe, che hanno ottenuto 19 seggi alla Knesset. Netanyahu sta aumentando le pressioni sui leader dei partiti arabi, per limitare i suoi vantaggi politici dopo il voto. 

10:20

Golan: "Opposizione apra ai partiti arabi"

Il presidente del partito di sinistra "Democratici", Yair Golan, invita i partiti di opposizione ebraici a collaborare con quelli arabi, così da formare una coalizione di governo. A detta di Golan, "sarebbe antidemocratico" ignorare i 19 seggi ottenuti dagli arabi. "In un Israele democratico non esistono cittadini "condizionati"", afferma Golan. "Un voto espresso martedi' da un cittadino arabo a Sakhnin o a Rahat vale esattamente quanto un voto spresso da un cittadino ebreo a Tel Aviv o a Sderot". "Ogni membro della Knesset, eletto in una consultazione democratica e legittima, è parte integrante del nostro sistema politico", continua. "Chi crede nella democrazia non può battersi per essa al mattino, per poi, la sera, invalidare la voce di centinaia di migliaia di cittadini a causa delle loro origini o dei loro nomi", conclude. 

09:54

La Turchia si dice pronta a ospitare un nuovo ciclo di colloqui con gli Usa

La Turchia è pronta a ospitare un nuovo ciclo di colloqui tra Stati Uniti e Iran, anche se la sede e la data dell'incontro non sono ancora state stabilite. Lo ha riferito una fonte del governo di Ankara. "Abbiamo espresso la nostra disponibilità a ospitare questi colloqui al massimo livello. Abbiamo effettivamente comunicato questa nostra volontà. Tuttavia, la sede e la data dei negoziati non sono ancora state definite", ha dichiarato la fonte. Turchia e Qatar sono tra le possibili sedi prese in considerazione per un nuovo round di negoziati tra Stati Uniti e Iran, volto a porre fine al conflitto in Medio Oriente, secondo quanto riportato in precedenza nella giornata dal quotidiano turco Yeni Safak.

09:47

Iran all'Europa: "Chi semina vento raccoglie tempesta"

Mohammad Mokhber, consigliere della guida suprema iraniana Mojtaba Khamenei, si è rivolto all'Europa affermando che sostenere gli Usa contro l'Iran ha già provocato e provocherebbe ulteriori crisi tra i paesi europei. "Nel periodo in cui (il presidente degli Stati Uniti Donald) Trump prendeva di mira in modo aggressivo la Repubblica Islamica, l'Europa - attraverso le sue azioni nell'ambito della cooperazione Nato - ha seminato vento, oggi, raccoglie una tempesta che essa stessa ha provocato, sotto forma di crisi economiche e sociali", ha scritto Mokhber in un messaggio su X, facendo riferimento alle proteste che si sono tenute recentemente Francia e in altri paesi europei. "Le conseguenze di una guerra sconsiderata, scatenata dagli Stati Uniti e da Israele contro l'Iran, avranno una portata globale", ha avvertito il funzionario.

08:28

I mediatori qatarioti oggi tornano a Teheran

I mediatori del Qatar tornano oggi a Teheran nell'ambito degli sforzi per raggiungere un accordo.

08:16

Arabia Saudita, intercettato un drone Houthi vicino a La Mecca

La coalizione militare guidata dall'Arabia Saudita ha annunciato di aver intercettato e abbattuto un drone lanciato dai ribelli Houthi dello Yemen nella regione della Mecca, citta' santa dell'Islam. "Un drone lanciato dalla milizia terroristica Houthi e' stato intercettato e distrutto nella regione della Mecca", ha riferito la coalizione in un messaggio pubblicato su X. L'episodio si inserisce nella nuova escalation militare tra Riad e i ribelli yemeniti sostenuti dall'Iran, che nelle ultime settimane hanno intensificato gli attacchi contro il territorio saudita.

08:01

Iran: Hormuz, quattro petroliere in fiamme colpite da mine

Le forze armate iraniane hanno annunciato che quattro petroliere sono state colpite da mine navali e hanno preso fuoco nello Stretto di Hormuz, che gli Stati Uniti sostengono di aver in gran parte bonificato. Secondo i Guardiani della Rivoluzione, tre imbarcazioni avrebbero urtato le mine mentre tentavano di attraversare una rotta non autorizzata nella parte meridionale dello Stretto, dopo aver disattivato radar e sistemi di navigazione e ignorato gli avvertimenti iraniani. L'esercito di Teheran ha successivamente riferito di un quarto tanker danneggiato e incendiato nelle stesse circostanze. Non sono state precisate le bandiere delle navi ne' la provenienza dei carichi. L'agenzia britannica per la sicurezza marittima UKMTO ha segnalato un'imbarcazione in fiamme al largo dell'Oman e una petroliera colpita da un proiettile, di cui non e' stata identificata la natura. In quest'ultimo episodio non si registrano feriti. Non e' ancora chiaro se le due navi siano tra le quattro che, secondo Teheran, avrebbero urtato mine navali nello Stretto di Hormuz.

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