Un incontro con i paesi del Golfo e altri player della regione per avvicinare la fine del conflitto con l’Iran. Nel frattempo, difende il suo intervento: l’Iran «avrebbe usato la bomba»
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump incontrerà la prossima settimana a New York alti rappresentanti dei paesi del Golfo per discutere della situazione legata all'Iran. Incontrerà leader o ministri degli Esteri dei paesi del Consiglio di cooperazione del Golfo: Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Bahrein, Kuwait e Oman. All'incontro potrebbero partecipare anche altri leader di paesi arabi e musulmani.
Al centro della riunione, le «prossime misure nella guerra con l'Iran», ma anche e le «idee per una strategia postbellica» riferisce Axios. L'incontro si terrà durante la Settimana di alto livello dell'Assemblea generale delle Nazioni unite, in programma a New York dal 18 al 28 settembre.
Il presidente, nonostante tutto, continua a mostrarsi fiducioso sulla fine del conflitto. «Quella guerra? Quella guerra finirà molto presto. Vedremo. Trump aveva ragione su tutto. Vedrete. Sono stati decimati. E vogliono così disperatamente raggiungere un accordo che telefonano e dicono: “Vogliamo fare un accordo”» ha detto. L’intervento, però, resta giustificato ai suoi occhi: l’Iran infatti «avrebbe sicuramente usato» un’arma nucleare e «quindi abbiamo fatto la cosa giusta».
E pazienza se le sue iniziative ricadono sulle tasche dei cittadini americani: sui prezzi della benzina, per Trump si tratta di valori «davvero irrisori da pagare per ciò che abbiamo fatto».
PUNTI CHIAVE
18:29
Media, l'Arabia Saudita starebbe cercando di negoziare una tregua con gli Houthi
12:31
Iran, espulsione di un diplomatico svedese entro 48 ore
08:48
Gaza, Protezione civile: "21 morti e 45 feriti nel crollo di Gaza City"
Media, l'Arabia Saudita starebbe cercando di negoziare una tregua con gli Houthi
Secondo fonti governative riportate dall'emittente libanese Al Mayadeen, l'Arabia Saudita starebbe cercando di raggiungere un accordo con gli Houthi per una tregua di due settimane. «Riad si è rivolta al Sultanato dell'Oman affinché agisca da intermediario nella negoziazione di una tregua di due settimane con Sana'a, volta a discutere le modalità per risolvere la crisi umanitaria in Yemen» hanno spiegato le fonti.
Houthi: «Sauditi aggressori, agiamo per difesa»
Il leader degli Houthi, Abdul Malik al-Houthi, ha affermato che stanno agendo per legittima difesa contro un' «aggressione ingiusta». «L'escalation del conflitto è stata innescata dagli attacchi sauditi contro l'aeroporto internazionale di Sana'a. Il regime saudita è stato l'autore ingiusto di questa aggressione», ha proseguito.
Pasdaran: «Drone Usa abbattuto sull'isola di Qeshm»
Un drone americano MQ-9 è stato abbattuto dai Pasdaran nei cieli dell'isola di Qeshm. «Il drone MQ-9 dell'esercito terroristico americano è stato intercettato e distrutto alle ore 10:12 di questa mattina nei cieli dell'isola di Qeshm mediante il fuoco di un nuovo sistema avanzato di difesa aerea della forza Aerospaziale dei Guardiani della Rivoluzione Islamica», si legge in una nota diffusa dalla televisione iraniana.
Iran, espulsione di un diplomatico svedese entro 48 ore
L'Iran ordina l'espulsione di un diplomatico svedese in risposta a Stoccolma
In risposta alla decisione della Svezia di espellere un membro dell'ambasciata iraniana a Stoccolma, l'Iran ha concesso 48 ore di tempo a un diplomatico svedese in servizio a Teheran per lasciare il Paese. La diplomazia iraniana ha definito la decisione della Svezia «ingiustificata e contraria al diritto internazionale».
Media, esplosione nello Stretto di Hormuz
Secondo l'agenzia di stampa Saberin, un'esplosione si sarebbe verificata nello Stretto di Hormuz. Si apprende inoltre che il numero di navi mercantili che hanno attraversato lo stretto ieri si è ridotto a sole tre unità, rispetto alle 12 del giorno precedente e ben al di sotto della media decennale di circa 17, secondo i dati preliminari di tracciamento navale.
Ex diplomatico iraniano a Trump: «Non ci sono stati altri tentativi di negoziato»
Abbas Khameyar, ex diplomatico iraniano, ha respinto le recenti dichiarazioni del presidente statunitense Donald Trump, secondo cui l'Iran starebbe spingendo per colloqui diretti. «Non credo che siano stati compiuti ulteriori sforzi rispetto a quelli già in corso nelle scorse settimane», ha affermato alla testata Al Jazeera. «Esiste una narrazione statunitense con tweet e dichiarazioni del presidente Trump che sostengono che gli iraniani stiano telefonando, implorando e chiedendo un incontro. Ma nessuno ci crede, e le cose non si sono svolte in questo modo. Queste dichiarazioni hanno lo scopo di gestire il mercato energetico e di attrarre l'elettorato americano, che il presidente Trump in definitiva vuole conquistare»
Gaza, Protezione civile: "21 morti e 45 feriti nel crollo di Gaza City"
La protezione civile di Gaza ha diffuso un rapporto aggiornato in cui si afferma che 21 persone sono morte e altre 45 sono rimaste ferite in seguito al crollo dell'edificio al-Saada, avvenuto nelle prime ore di ieri nella zona occidentale di Gaza City. Secondo i dati, altre 30 persone sono riuscite a evacuare l'edificio in sicurezza durante la prima ora successiva al crollo. L'agenzia ha inoltre precisato che queste cifre rappresentano il numero totale degli occupanti dopo la revisione del bilancio dei feriti.
L'amministrazione Trump nega di nuovo visti ad Abbas e delegazione palestinese
Per il secondo anno consecutivo, l'amministrazione Trump ha negato i visti alla delegazione palestinese che avrebbe dovuto partecipare all'incontro annuale dei leader mondiali presso le Nazioni Unite. Il Dipartimento di Stato ha dichiarato che i funzionari palestinesi, tra cui il presidente dell'Autorità Palestinese Mahmoud Abbas, non hanno rispettato gli impegni assunti in precedenti accordi per cercare la pace con Israele. Il Dipartimento afferma che l'Autorità Palestinese ha continuato a intraprendere azioni legali contro Israele presso la Corte Internazionale di Giustizia e la Corte Penale Internazionale, oltre a continuare a erogare sussidi alle famiglie di detenuti condannati per attacchi contro israeliani.
Il dem americano Meeks non sosterrà la vendita della super-bombe a Israele
Il principale esponente democratico della commissione congressuale che esamina le vendite di armi ha dichiarato che non sosterrà la proposta di vendita di armamenti a Israele per un valore di 2,8 miliardi di dollari. Gregory Meeks ha fatto sapere che non appoggerà il trasferimento a Israele di bombe da 900 chili, temendo che possano essere utilizzate senza rispettare il diritto internazionale. L'obiezione del deputato di New York giunge a seguito di notizie secondo cui gli Stati Uniti starebbero pianificando di fornire a Israele 40.000 unità di quelle che Meeks ha definito "alcune delle munizioni piu' distruttive del nostro arsenale".
Axios: "Trump incontrerà i leader del Golfo"
Il presidente Trump dovrebbe incontrare i leader del Golfo a margine dell'Assemblea generale dell'ONU a New York, martedi' prossimo, per discutere i passi successivi nel conflitto con l'Iran. E' quanto riferisce Axios che parla di tre fonti a diretta conoscenza della questione. L'incontro dovrebbe concentrarsi sulle idee degli Stati Uniti per una strategia post-bellica, mentre Trump e i suoi piu' stretti collaboratori lavorano a un piano per la fase successiva al conflitto, la cui definizione e' prevista dopo le elezioni di meta' mandato.
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