Sale ancora la tensione tra Stati Uniti e Iran. Martedì il Comando centrale statunitense ha dichiarato di aver distrutto cinque petroliere iraniane: l’attacco è stato una rappresaglia dopo che il Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica aveva tentato per due volte, nei due giorni precedenti, di colpire con missili balistici una nave da guerra della Marina Usa. Il segretario di Stato Marco Rubio ha avvertito Teheran che ogni nuovo tentativo di colpire le unità navali statunitensi avrà come conseguenza nuovi attacchi contro le petroliere iraniane.

La risposta iraniana è arrivata poche ore dopo. L’Irgc ha affermato di aver attaccato dieci navi nello Stretto di Hormuz, tra cui due unità statunitensi e otto petroliere, accusate di aver attraversato una zona che Teheran considera «proibita e non sicura». L’Iran ha inoltre rivendicato un attacco con missili balistici contro una base utilizzata dagli Stati Uniti vicino ad Al Azraq, in Giordania. Sostiene di aver provocato gravi danni, ma Amman riferisce che le difese aeree hanno intercettato 18 dei 20 missili lanciati: gli altri due sarebbero caduti in zone disabitate, senza vittime. Un funzionario statunitense ha dichiarato che tutti i militari americani sono al sicuro.

La tensione si riflette anche sulle rotte commerciali. Martedì soltanto sei navi per il trasporto di materie prime hanno attraversato Hormuz, contro una media di circa dodici al giorno nei dieci giorni precedenti. Nel Bab el-Mandeb i transiti sono stati 25, contro una media di 27. Sono dati preliminari, perché alcune navi possono navigare con i transponder spenti.

Il rischio di nuove interruzioni delle forniture ha spinto il Brent fino a circa 99,5 dollari al barile, vicino alla soglia dei 100. 

PUNTI CHIAVE

16:17

Netanyahu: «Siamo vicini alla caduta dell'Iran»

12:30

Usa: «Nessuna nave da guerra della Marina statunitense è stata colpita da attacchi dell'Iran»

08:14

Prezzi del petrolio in rialzo

18:40

Aiea deferisce l'Iran al Consiglio di sicurezza dell'Onu

A causa del «mancato rispetto» dei suoi obblighi in ambito nucleare, il Consiglio dei governatori dell'Aiea ha votato a favore del deferimento dell'Iran al Consiglio di Sicurezza dell'Onu. La risoluzione è stata approvata con 23 voti favorevoli, tre contrari e otto astensioni. Russia, Cina e Niger hanno votato contro

16:17

Netanyahu: «Siamo vicini alla caduta dell'Iran»

Per il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu la Repubblica Islamica dell'Iran sarebbe «vicina alla sua fine». «C'è ancora lavoro da fare: l'obiettivo principale è abbattere il regime del terrore in Iran. Ci siamo molto vicini. Sappiamo che l'intero asse finirà per crollare», ha affermato durante una visita alle truppe israeliane in Siria.

15:00

Per i Guardiani della rivoluzione la crisi con gli Stati Uniti può finire ma a una serie di condizioni

«Se il nemico vuole porre fine a questa situazione, deve porre fine del tutto a questa guerra, evitare nuove minacce, far ritirare le forze israeliane dal confine con il Libano, porre fine al blocco dello Yemen, rilasciare i 24 miliardi di dollari di asset iraniani congelati ed evitare interferenze nelle capacità nucleari e missilistiche di Teheran». Sono queste le condizioni per cui, secondo il portavoce dei Guardiani della rivoluzione Hossein Mohebi, la crisi con gli Stati Uniti può concludersi.

13:33

Iran: «Gli attacchi statunitensi alle nostre petroliere minacciano la sicurezza nel Golfo»

 «Le azioni aggressive degli Stati Uniti contro le navi commerciali iraniane non solo aumentano i pericoli delle tensioni nella regione, ma rappresentano anche una minaccia chiara alla pace e alla sicurezza regionale e internazionale». Il ministero degli Esteri iraniano ha risposto così agli attacchi statunitensi contro petroliere iraniane. «L'Iran ha sempre preso di mira installazioni militari statunitensi nella regione e in legittima difesa», si legge nel comunicato.

10:45

Netanyahu: "Querelerò Haaretz, la telefonata non c'è stata"

Il primo ministro israeliano, Benjiamin Netanyahu, ha dato mandato ai suoi avvocati di querelare il quotidiano Haaretz e gli altri media che hanno riferito di una telefonata del presidente emiratino che lo avvertiva sull'imminente attacco di Hamas, prima del 7 ottobre del 2023. Lo ha annunciato lo stesso premier sul suo account X. La causa per diffamazione riguarda "il giornale di sinistra Haaretz, Shlomi Eldar e altri soggetti che hanno ordito una falsa accusa contro il primo ministro, un'invenzione che non è mai esistita né è mai stata concepita", si legge. "Al contrario di quanto affermato, dall'inizio di settembre fino al 7 ottobre non ha avuto luogo alcuna conversazione tra il primo ministro e il presidente degli Emirati Arabi Uniti", Mohammed bin Zayed, assicura il post di Netanyahu.

09:27

L'Iran sostiene di aver colpito una base Usa in Giordania

Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica ha affermato che "l'esercito americano, aggressore, terrorista, sconfitto e disperato" aveva attaccato diverse navi cisterna e petroliere iraniane. Per rappresaglia, le Forze Aerospaziali del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica hanno lanciato un'operazione punitiva contro la base statunitense di Al-Azraq, in Giordania, sferrando pesanti attacchi missilistici con l'impiego di missili balistici a propellente solido e liquido. L'operazione ha preso di mira gli hangar di riparazione e manutenzione, le aree di preparazione e le postazioni di schieramento dei velivoli da combattimento F-35, F-16 e F-15, nonché gli hangar dei caccia, infliggendo gravi danni al nemico. Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica ha dichiarato che gli Stati Uniti sono ricorsi a mosse disperate dopo essersi scontrati con la potente Marina del Corpo nello Stretto di Hormuz, ricevendo un'immediata e decisiva risposta. La nota ha inoltre affermato che la ferma battaglia delle Forze Armate iraniane contro il nemico aggressore proseguirà fino alla cessazione dell'aggressione.

08:14

Prezzi del petrolio in rialzo

Prezzi del petrolio in rialzo in Asia, dopo che l'Iran ha dichiarato di aver colpito due navi americane e otto petroliere nel Golfo Persico. Il Brent resta sopra i 99 dollari al barile, il livello piu' alto in quasi sette settimane, e il Wti punta ai 95 dollari.

08:06

Il Pakistan agli Houthi: potrebbe scattare il Patto della Mecca

Il Pakistan ha avvertito gli Houthi che un attacco a uno qualsiasi dei tre membri della neonata Alleanza di difesa della Mecca verrebbe considerato un attacco a tutti, avvertendo che il patto firmato da Pakistan, Arabia Saudita e Turchia alla Mecca il mese scorso potrebbe entrare in vigore in seguito ai raid delle milizie yemenite contro l'Arabia Saudita.
Il monito è arrivato ieri sera dal ministro della Difesa di Islambad, Khawaja Asif, poche ore dopo che gli Houthi, allineate con l'Iran, hanno lanciato una serie di attacchi missilistici e con droni contro l'Arabia Saudita, prendendo di mira città e infrastrutture economiche ed energetiche e ferendo almeno 73 civili.

07:07

Centcom, distrutte cinque petroliere iraniane

l Comando centrale militare Usa (Centcom) ha confermato su X che le sue forze armate hanno "distrutto cinque petroliere iraniane" in risposta agli attacchi di Teheran a una nave da guerra americana. Le forze del Centcom hanno distrutto martedì 8 settembre cinque petroliere iraniane, dopo che il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (Irgc) aveva preso di mira una nave da guerra della Marina Usa con missili balistici in due occasioni negli ultimi due giorni.

06:13

Giordania, intercettati 18 dei 20 missili iraniani

La Giordania ha reso noto di avere intercettato 18 dei 20 missili lanciati nella notte dall'Iran. "Il Regno Hashemita di Giordania è stato oggetto di un attacco missilistico proveniente dai territori iraniani", si legge in una nota del portavoce delle Forze Armate Giordane. La contraerea "è riuscita a intercettarne e distruggerne con successo 18, mentre due sono caduti in aree prive non popolate".

04:17

Fox news: "L'Iran ha usato bombe aggrappolo in Giordania"

 L'Iran ha aperto il fuoco contro la Giordania utilizzando munizioni a grappolo, secondo quanto riferito da un funzionario statunitense a Fox News.

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