«Questo è il terrore di Putin che bussa direttamente alle porte dell’Ue e della Nato», ha scritto su X il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha. Dal vertice dei Brics è arrivata la disponibilità di India e Cina a una soluzione diplomatica che Putin avrebbe accolto con favore. Il Cremlino non esclude neppure colloqui trilaterali con gli Usa a ottobre
La Russia ha lanciato nella notte un nuovo massiccio attacco contro l’Ucraina spingendo i raid fino al confine con la Polonia. Secondo l’Aeronautica ucraina, su 453 droni arrivati da Mosca, 409 obiettivi sono stati neutralizzati, mentre 13 località del Paese sono state colpite.
Una di queste è Yahodyn, nella regione occidentale di Volyn, a circa 800 metri dal territorio polacco. Il valico di frontiera è stato temporaneamente chiuso durante l’attacco. Nella zona sono andati a fuoco una stazione di servizio e alcuni camion. Non sono state segnalate vittime.
Il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha ha richiamato l’attenzione sulla vicinanza degli attacchi al territorio dell’Unione europea. «Questo è il terrore di Putin che bussa direttamente alle porte dell’Ue e della Nato. I barbari russi sono già alle vostre porte, cari partner», ha scritto su X.
Sempre nella regione di Volyn, un altro drone ha colpito la locomotiva di un treno passeggeri a circa due chilometri dal confine polacco. Le ferrovie ucraine hanno riferito che nessuno è rimasto ferito.
I raid hanno colpito anche Odessa, dove almeno cinque persone sono rimaste ferite. Secondo le autorità locali, diversi edifici residenziali sono stati danneggiati.
Nei bombardamenti russi sull'ovest dell'Ucraina sono state colpite «infrastrutture ferroviarie che assicurano il trasporto di merci militari provenienti dai Paesi europei», ha fatto sapere il ministero della Difesa di Mosca, mentre il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha detto che i russi hanno «deliberatamente incendiato la locomotiva di un treno e danneggiato una stazione di servizio in un attacco con droni».
«Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky deve fare solo una cosa: smettere di colpire la raffinerie di carburante in Russia. Gliel'abbiamo chiesto», ha dichiarato, invece, il presidente americano, Donald Trump, parlando a margine dell'Irish Open in Irlanda.
Il fronte diplomatico
Sul fronte diplomatico, dal vertice dei Brics di Nuova Delhi è arrivata intanto la disponibilità di India e Cina a contribuire a una soluzione diplomatica del conflitto. Il premier indiano Narendra Modi e il presidente cinese Xi Jinping hanno offerto il loro aiuto per favorire negoziati di pace sull’Ucraina. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha riferito che Vladimir Putin ha accolto favorevolmente le aperture dei due leader.
Resta aperta anche la possibilità di una ripresa dei colloqui trilaterali tra Russia, Ucraina e Stati Uniti. Peskov ha detto che Mosca non esclude nuovi negoziati, precisando però che è ancora presto per indicare tempi e sede. Il capo dell’ufficio presidenziale ucraino Kyrylo Budanov ha invece riferito che Kiev si sta preparando a un nuovo round di colloqui con Mosca e Washington in ottobre. L’ultimo incontro trilaterale si era tenuto a Ginevra a febbraio.
Possibili droni anche in Lituania
L’aeroporto di Vilnius, in Lituania, è stato chiuso temporaneamente dopo il possibile avvistamento di droni nello spazio aereo della capitale e nelle aree circostanti di Trakai ed Elektrenai. È stato diramato un allarme giallo e almeno un caccia della Nato è decollato dalla base di Šiauliai, nel nord del Paese, per verificare la segnalazione. L’allarme si è però rivelato infondato: il pilota ha identificato visivamente la presunta minaccia come uno stormo di uccelli. Lo scalo ha quindi riaperto dopo 38 minuti. «Nelle prime rilevazioni radar, i segnali lasciati dagli uccelli e dai droni possono apparire simili», ha spiegato il Centro nazionale lituano per la gestione delle crisi. Nella base di Šiauliai è attualmente schierata anche l’Aeronautica militare italiana nell’ambito della missione Nato di difesa aerea dei Paesi baltici.
© Riproduzione riservata