«Ipoteca giudiziale derivante da sentenza di condanna», per un totale di «60mila euro». L’atto in questione è «in favore dell’albergo di Russia Spa» e «contro Guido Crosetto». In pratica è il documento con cui si sottopone a pignoramento una porzione immobiliare di proprietà dell’attuale ministro della Difesa per un debito richiesto dal creditore, in questo caso la società albergo di Russia Spa, che è la proprietaria delle struttura del celebre hotel de Russie: in pratica detiene le mura di uno degli alberghi più iconici di Roma, gestito da una società del gruppo Rocco Forte, che alla pubblicazione della nostra prima puntata dell’inchiesta sui debiti del ministro ha inviato una nota per precisare la differenza tra le due spa. 

«In merito all’articolo pubblicato in data odierna, su Domani il 31 marzo 2025, si precisa che le informazioni sono false e del tutto prive di alcun fondamento. Non vi è mai stato alcun problema né alcuna controversia legale tra l’onorevole Guido Crosetto e l’Hotel de Russie. Al contrario, egli è stato per anni un cliente stimato e rispettato e continua ad esserlo. La diffusione di notizie totalmente false e lesive della reputazione di un nostro cliente è inaccettabile. La questione è inesistente e chiediamo una rettifica immediata. Ci stupiamo del fatto che possa essere stata pubblicata una cosa di tale gravità senza nemmeno verificare alla fonte con una semplice telefonata. La società e la famiglia Forte esprimono vicinanza al Ministro per questa spiacevole vicenda».

Nel nostro primo articolo abbiamo scritto che il debito era nei confronti della società che gestisce l’hotel. Avremmo dovuto scrivere più correttamente «con la società proprietaria dell’immobile», come conferma il capo ufficio stampa del De Russie.

Se l’inesattezza è certa, non corrisponde al vero che la struttura alberghiera non sia stata contattata per chiarire i motivi del debito: abbiamo interloquito con la manager della comunicazione dell’Hotel de Russie - Rocco Forte. E alle nostre richieste non ha mai dato seguito: non diffondono informazioni sui propri clienti, è stata la risposta. Come abbiamo riportato nel primo articolo, inoltre, non abbiamo ricevuto alcuna risposta neppure dall’avvocato della società Albergo di Russia spa, la creditrice di Crosetto, che si è trincerato dietro una non meglio specificata esigenza di riservatezza che avvolge la questione certificata dagli atti ufficiali in nostro possesso: il pignoramento dell’immobile del cofondatore di Fratelli d’Italia frutto di una sentenza di condanna al pagamento di 60mila euro in favore dell’albergo di Russia Spa, che, ribadiamo, è proprietaria dell’immobile di via del Babuino dove sorge il grand hotel.

Il legame tra le due società è certificato anche dalle dichiarazioni di Matteo Marenghi Vaselli, consigliere delegato di “Albergo di Russia SpA”, società proprietaria dell’immobile, all’epoca, nel 2020, di lavori di restauro da realizzare all’interno: «Vorremmo ringraziare per la collaborazione, in primis, Rocco Forte Hotels che ha messo a disposizione della proprietà le aree oggetto di intervento».

Resta, dunque, il mistero di questo debito contratto con la società legata al lussuoso hotel. Neppure Crosetto ha voluto rispondere nel merito delle domande poste: perché i titolari dell’immobile del de Russie vantavano un credito così alto nei confronti di «uno dei migliori clienti» dell’adiacente de Russie? E perché non ha pagato aspettando l’intervento di un giudice e del pignoramento per poi accordarsi?

Di sicuro sappiamo che era un ottimo cliente sia di Rocco Forte e per un certo periodo anche della società che possiede le antiche mura del palazzo Lucernai. Società che – scopriamo oggi – possiede anche alcune case (che affitta) in via Margutta e in via del Babuino.

La nostra inchiesta

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