Con il nuovo codice della strada meno alcol alla guida, più attenzione ai rischi e una maggiore propensione alla scelta di alternative analcoliche. Tuttavia, c’è grande disinformazione sulla normativa: i limiti alcolemici non sono cambiati, sono le sanzioni ad essere diventate più severe
Il primo effetto della riforma del nuovo codice della strada targata Matteo Salvini è sicuramente la confusione. La differenza rispetto al passato, contrariamente a quanto molti pensano, riguarda solo l’inasprimento delle sanzioni e non i valori di alcolemia consentiti. È quanto emerge da un’indagine condotta da Izi Spa, società specializzata in analisi socio-economiche e finanziarie, che tra il 12 e il 18 febbraio 2025 ha intervistato rappresentanti della popolazione maggiorenne che guida abitualmente e non è astemia, e esercenti di bar e ristoranti.
I dati sul consumo di alcol per chi si mette alla guida potrebbero sembrare incoraggianti, tuttavia secondo l’indagine condotta da Izi Spa, sembrerebbe che l’entrata in vigore del nuovo Codice non abbia realmente favorito un consumo responsabile. La tendenza a bere meno, secondo Izi Spa, è guidata non tanto da una maggiore consapevolezza dei rischi per la salute, quanto dalla paura delle nuove sanzioni, che includono: sospensione prolungata della patente, multe significativamente aumentate per chi supera i limiti consentiti e confisca del veicolo in caso di tassi alcolemici particolarmente elevati.
Pur avendo registrato alcuni risultati positivi, «coloro che già adottavano comportamenti responsabili hanno solamente accentuato la loro prudenza. È fondamentale chiedersi: chi ha sempre ignorato i rischi e la sicurezza stradale ha realmente cambiato atteggiamento?», ha detto il presidente di Izi Spa, Giacomo Spaini. «Se ci poniamo la domanda su quanto la riforma abbia davvero cambiato le cose, l’indagine evidenzia una persistente disinformazione sui limiti alcolemici», ha continuato Spaini. E sui dati forniti dal ministro Salvini sugli effetti del nuovo codice, Spaini sostiene che «si potrà dire che il 2025 è stato un anno più virtuoso solo nel 2026» e che la riforma «sembra più un tentativo di confondere la percezione pubblica che un passo decisivo verso una sicurezza stradale effettiva».
L’indagine
I dati raccolti tra il primo campione di 1.061 persone e i secondi 320, hanno evidenziato una maggiore attenzione verso le sanzioni, un calo tangibile nei consumi e una crescita del 7,6 per cento delle bevande analcoliche.
Oltre il 50 per cento degli intervistati non è a conoscenza che i limiti di alcolemia sono rimasti invariati. Per il 45,4 per cento c’è stato sia un inasprimento delle sanzioni sia dei limiti e per il 6,7 per cento le sanzioni sono rimaste invariate, ma che i limiti siano più severi. «Questo è un chiaro indicativo di come la comunicazione non sia riuscita a chiarire le reali implicazioni della riforma», ha detto Giacomo Spaini.
Maggiore prudenza e meno bicchieri alla guida
Più responsabilità e meno rischio. L’indagine evidenzia un incremento del più 9,4 per cento di persone che scelgono di non bere affatto prima di guidare, rispetto al periodo precedente alla riforma. Il 29,3 per cento degli intervistati ha dichiarato di aver ridotto i consumi "leggermente" o "drasticamente". Le ragioni dietro questa riduzione sono riconducibili sempre alla paura e maggiore attenzione verso le sanzioni.
Il consumo di alcol è aumentato solo per l’1,2 per cento, soprattutto tra i giovani adulti.
Il numero medio di bicchieri consumati registra una contrazione generalizzata. Cala il consumo di birra, a meno 28,4 per cento, di vino, prosecco e spumante a meno 31,2 per cento e del superalcolici a meno 27,4 per cento.
Le scelte dei consumatori si riflettono nei bilanci dei bar e ristoranti, ma non sembrano aver avuto un impatto negativo significativo tra gli esercenti: solo il 30 per cento ha dichiarato di aver subito perdite. I gestori intervistati hanno segnalato una contrazione nelle vendite: meno il 3,0 per cento di birra, meno il 5,4 per cento per vino, prosecco e spumante e meno 6,8 per cento per i superalcolici.
Le strategie
Tre le strategie messe in atto dagli esercenti, circa l’85 per cento ha adottato misure per promuovere la guida sicura, tra cui: la fornitura di alcol test, l’inserimento in menù di bevande a basso o nullo contenuto alcolico e l’affissione di tabelle informative su limiti e sulle sanzioni previste dal codice. E ancora l’introduzione della “wine bag” per permettere ai clienti di portare a casa le bottiglie non terminate.
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