Ufficialmente Bresh – pseudonimo di Andrea Brasi, 28 anni – è al debutto a Sanremo, ma l’atmosfera dell’Ariston l’aveva già provata l’anno scorso, nel 2024, duettando con Emma Marrone in un medley di Tiziano Ferro. E si era esibito anche sul palco bis della nave ormeggiata al largo, in uno di quegli intermezzi fortemente voluti dagli sponsor (e che in genere contribuiscono ad allungare i tempi già lunghi delle varie serate).

Nel frattempo è stato ospite nell’album della vincitrice in carica, Angelina Mango, in un pezzo fortemente emotivo e pregno di malinconia: “Oggi mi arrendo ai tuoi alti e bassi / Le maratone coi miei passi falsi / Oggi hai ragione tu pure se sbagli”.

Bresh quest’anno rappresenta, insieme a Olly, la quota-Liguria, sempre molto presente al festival (anche per ovvie ragioni di continuità territoriale). Non a caso venerdì si esibirà con Cristiano De André, in una delle canzoni più belle del padre: Creuza de mä, scritta in genovese: “Umbre de muri, muri de mainæ / dunde ne vegnî, duve l'é ch'anæ?”.

Cos’è la tana del granchio di Bresh

Bresh è nato a Lavagna ed è cresciuto a Bogliasco, in provincia di Genova. È facile descrivere il suo stile come un mix fra l’ispirazione cantautorale e i suoni più contemporanei del rap: volendo trovare una spiegazione geografica a tutto questo, è come se avesse unito il sangue genovese all’esperienza fatta a Milano. 

La “tana del granchio” che dà il titolo al brano di Sanremo è un luogo intimo, un posto che ognuno «interpreta a modo proprio»: “Nella tana del granchio c’è una canzone / Ho posato i miei vestiti al sole / Ti ho vista piangere dietro alle mie parole / Ma non sapevo cos’altro dire di te”.

Ancora una volta l’ispirazione è fortemente malinconica.

La gavetta

A Sanremo Bresh ritroverà molti artisti con cui ha già intrecciato la sua carriera, come Rkomi, Tony Effe e Francesca Michielin. È anche il segno di una gavetta ormai decennale, partita ancora nell’adolescenza, con le prime esperienze con alcuni artisti emergenti della scena genvoese, come Izi, Vaz Tè, Tedua e Nader Shah.

Nel 2012 ha pubblicato il primo mixtape, Cambiamenti: aveva 16 anni. Al termine degli studi si è trasferito a Milano, dove ha continuato a immergersi nell’ambiente musicale, ancora con Tedua, con Rkomi e Sonny Willa. In questo periodo, ha pubblicato canzoni che hanno avuto i primi riscontri nella scena urban (un po’ grazie al passaparola e un po’ grazie a YouTube): come Baghera, Gaston e Prestigio, seguiti da Snake, Astronauti, Pe Pe Pe, Ande e Gazza ladra.

Il primo album, intitolato Che io mi aiuti, viene pubblicato il 14 febbraio 2020, a pochi giorni dal lockdown.

Guasto d’amore

Ci sono almeno due canzoni che hanno portato Bresh fuori dall’ombra dell’underground, in un certo senso inaugurando quella strada che lo ha portato ora a Sanremo. La prima, intitolata Angelina Jolie, ha ottenuto il disco di platino. La seconda, Guasto d’amore, è diventato l’inno dei tifosi del Genoa: “Ho un guasto d'amore se vedo il Grifone / Mi trema la pancia e mi vibra la voce”.

Il passaggio dal festival, questa volta in gara, è verosimilmente l’apertura di un nuovo capitolo che a novembre lo porterà anche in tour, per la prima volta nei palasport italiani.

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