Torna a Sanremo con una canzone dedicata al suo passato: che è un legame con il territorio, ma anche un richiamo più universale alla nostalgia per le cose semplici di quando si è ragazzi
Il festival di Sanremo è fatto perché ogni polemica vivi in uno spazio-tempo separato e con pochi contatti con la realtà: quello che sembra fondamentale nei cinque giorni del festival, poi diventa poco rilevante subito dopo. Così, un anno fa si parlava ovunque di Napoli e di un presunto effetto distorsivo sul televoto (ovviamente a favore di Geolier). E del fatto che lui cantasse in napoletano, per qualcuno un dialetto e per altri una lingua a sé stante.
Comunque, a distanza di tempo, con Rocco Hunt pronto al rientro all’Ariston, di questa polemica sembra al momento – e per fortuna – essersi persa traccia. A conferma che la spinta per Geolier superava l’orgoglio territoriale ed era un successo più trasversale, testimoniato anche dai risultati di streaming. Ma anche a riconferma dell’importanza di rappresentare artisti campani come Rocco Hunt (che è salernitano) – o come Pino Daniele, che sarà omaggiato nella serata delle cover – per la loro importanza anche (ma non solo) per la loro connessione con le loro città.
Il mio accento si deve sentire
Nel 2014 Rocco Hunt vinse con Nu juorno buono fra le nuove proposte, con intere parti che erano scritte in napoletano e con un verso che era quasi un manifesto: «Il mio accento si deve sentire». Così è fondamentale non sbagliare lo spelling della sua nuova canzone, che lo riporta per la terza volta a Sanremo: si intitola Mille vote ancora. “Vote”, non volte.
In questo caso, il legame con la propria terra è diventato anche l’ispirazione del testo: «Giocavamo in un quartiere sembrava uno stadio / Non è stata domenica mai più / Da quando sono andato via da casa mia / Rimpiango anche le cose che odiavo».
È un sentimento che ben si lega con la città di origine e con la nostalgia che può suscitare. Ma, a ben vedere, è anche più universale. Può rappresentare il ricordo per un passato, vero o idealizzato, per il profumo di caffè, le ginocchia sbucciate e più in generale la giovinezza.
La carriera
La giovinezza per Rocco Pagliarulo, nome di battesimo di Rocco Hunt, è peraltro strettamente connessa con la musica. Nato a Salerno il 21 novembre 1994, già a 11 anni si è avvicinato all’hip hop e ha partecipato alle prima gare di freestyle.
Nel 2010, a 16 anni, ha pubblicato il suo primo EP intitolato "A' music è speranz", seguito nel 2011 dal mixtape "Spiraglio di periferia", che fra gli altri vedeva la partecipazione anche di Clementino.
La svolta è arrivata appunto nel 2014 con Sanremo, poi con i tormentoni estivi con Ana Mena (“A un passo dalla luna” e “Un bacio all’improvviso”). Rocco Hunt torna al festival portando in dote 40 dischi di platino ottenuti tra Italia, Spagna e Francia, e più di 2,5 miliardi di stream totali.
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