Il finalista di Sanremo Giovani porta al Festival, nella sezione Nuove Proposte, una canzone che parla del dolore e della vulnerabilità delle relazioni giovanili
Si chiama Vertebre la canzone che Settembre, finalista di Sanremo Giovani, canterà al Festival di Sanremo. I quattro artisti delle Nuove Proposte presentano le loro canzoni affrontandosi in due duelli diretti per conquistare l’accesso alla finale. L’edizione 2025, che vede il ritorno alla conduzione di Carlo Conti dopo il quinquennio targato Amadeus, si tiene da martedì 11 a sabato 15 febbraio.
Andrea Settembre è il nome completo del cantante ventitreenne nato a Napoli, che ha spopolato su TikTok e YouTube condividendo le sue cover e canzoni. Ha già calcato dei palchi televisivi: nel 2019 è stato al talent show The Voice of Italy e nel 2023 ha partecipato a X Factor. Nella sua canzone per Sanremo, Vertebre, parla del dolore e della vulnerabilità nelle relazioni giovanili.
Il testo di Vertebre
Mi hai detto non fa niente
e poi stai lasciando solo
mi hai messo in bocca le tue colpe
e sai che questo non è il modo
giochiamo a fare i grandi ma
piangiamo all’Università
anche io mi sento a volte
un cane perso in mezzo alla città
Strappami la pelle dalle vertebre
ma dimmi pecchè non vuoi chiù parlà con me
nei tuoi occhi brucia la città
che poi stare qui con te è come perdere la dignità
trascurarsi per me è uguale a fottere
è buttarsi nel fuoco senza accendere
e tra noi due non so chi vincerà
nessuno ci ha mai detto
come si piange alla nostra età
Mi hai dato il meglio di te
le tue bugie migliori
ed io le ho strette così forte mentre
imparavo a cadere
Strappami la pelle dalle vertebre
ma dimmi pecchè non vuoi chiù parlà con me
nei tuoi occhi brucia la città
che poi stare qui con te è come perdere la dignità
trascurarsi per me è uguale a fottere
è buttarsi nel fuoco senza cenere
e tra noi due non so chi accendere
nessuno ci ha mai detto
come si piange alla nostra età
Nessuno ci hai mai detto
nessuno ci hai mai detto no
sulu per nun sparì
Strappami la pelle dalle vertebre
ma dimmi pecchè non vuoi chiù parlà con me
tra noi due non so chi vincerà
nessuno ci ha mai detto come si ride alla nostra età
il significato
Nel suo brano Settembre parla di giovani come lui che si sentono persi. Il pezzo mixa lingua italiana e napoletana. «Nessuno ci ha mai detto come si piange alla nostra età», canta l’artista. E ancora, «giochiamo a fare i grandi ma piangiamo all’Università». Settembre rappresenta solitudine, smarrimento e sofferenze con la metafora dello strapparsi la pelle dalle vertebre, che rimanda al sentirsi vulnerabili ed esposti.
© Riproduzione riservata