Se è vero che non c’è una seconda occasione per fare una prima buona impressione, la Francia e il comitato organizzatore di Parigi 2024 sanno benissimo di giocarsi tantissimo già venerdì 26 luglio, nel corso della cerimonia di apertura della 33esima edizione dei Giochi olimpici.

Inizieranno ufficialmente con un evento particolarmente suggestivo e inedito, destinato a rimanere nell’immaginario collettivo. Per la prima volta nella storia la cerimonia non si terrà all’interno di uno stadio, lo stadio sarà la Senna. Il direttore artistico Thomas Jolly ha promesso una cerimonia «politica e audace». Ha riscritto l’intero canone della giornata: non più una serata divisa in quattro fasi (lo show, la parata delle nazioni, i discorsi e il giuramento, l’accensione del braciere), ma dodici quadri nei quali ogni sezione dialogherà con le altre.

Le barche attraverseranno il fiume nella Ville Lumière al tramonto, dal ponte di Austerlitz sino al Trocadero. La delegazione italiana sarà sulla stessa imbarcazione di Israele.

Perché Israele gareggia e la Russia no

EPA

Russia e Bielorussia sono i due paesi esclusi dalla comunità internazionale dopo l’invasione dei loro eserciti in Ucraina, avvenuta tra la fine delle Olimpiadi invernali di Pechino e l’inizio delle Paralimpiadi. Secondo il Comitato olimpico internazionale, l’azione di guerra ha violato la tregua olimpica che cade in quella finestra. In accordo con l’assemblea generale delle Nazioni unite, i paesi vengono invitati a risolvere le loro controversie internazionali attraverso mezzi pacifici e diplomatici, non con le armi, da sette giorni prima dell’inizio dell’evento a sette giorni dopo.

La reazione militare di Israele nella Striscia di Gaza dopo l’attacco terroristico del 7 ottobre non ha queste caratteristiche, ma nelle ultime ore il comitato olimpico dell’Iran ha chiesto di nuovo al CIO di riesaminare la situazione.

Nei due anni trascorsi dal bando, il CIO ha nel frattempo cercato una via per ammettere ai Giochi di Parigi sportivi e sportive di Russia e Bielorussia. Una formula è stata faticosamente trovata con l’invito a quegli atleti e atlete che non hanno sostenuto né con atti né con parole l’aggressione di Vladimir Putin, e che allo stesso tempo sono estranei ai gruppi sportivi e ai club militari. Gareggeranno da neutrali senza inno e senza bandiera.

Tra i neutrali non c’è nessuno dei russi che vinsero le 20 medaglie d’oro a Tokyo, già allora sotto le insegne bianche del Roc, il Comitato olimpico russo: a quel tempo la Russia era stata esclusa per i postumi del doping di stato scoperto nella scia di un’inchiesta giornalistica dei tedeschi di ARD. Potrà difendere il titolo solo il bielorusso Litvinovich, unico oro a Tokyo per il suo paese nel trampolino elastico maschile, una disciplina della ginnastica.

Il ritorno del pubblico

ANSA

Tre anni fa a Tokyo l’Olimpiade tenne un’edizione a porte chiuse, nel pieno della pandemia di Covid. Ora i Giochi cercano un rilancio con la presenza del pubblico, 330mila persone per la cerimonia. Il pubblico a Parigi sarà protagonista già dal primo giorno, ma le numerose crisi internazionali sono fonte di apprensione.

Le misure di sicurezza sono imponenti. Un nuovo allarme è emerso nelle ultime ore: secondo quanto scritto dal ministro degli Esteri Israel Katz, in una lettera inviata al suo omologo francese, la minaccia per la delegazione di Israele arriverebbe da gruppi vicini all’Iran.

Gli sport

EPA

39 sono le discipline dei 32 sport in gara, uno dei quali al debutto: la break dance, o meglio il breaking, come da anagrafe olimpica, perché quello è il nome della sua pratica agonistica. I canonici rimbrotti dei puristi sono garantiti. Dal programma olimpico è uscito il karate, ma da tempo le Olimpiadi sono un flusso in divenire.

Nell’ultimo quarto di secolo sono state costrette a evolversi alla ricerca di un pubblico più giovane, per arginare il calo televisivo di ascolti e l’innalzamento dell’età media. A Tokyo l’introduzione dello skateboard portò a un podio di sole atlete sotto i 19 anni. In effetti, a scorrere l’età media delle atlete (B-Girls) e degli atleti (B-Boys) del breaking, si trovano diversi teen, ma non mancano i trentenni. L’aspetto più interessante è che tutti gli iscritti, sul sito ufficiale delle Olimpiadi, sono indicati con i rispettivi nickname, in ordine alfabetico, dalla giapponese Ami alla cinese 671.

Proprio così: un numero scritto in cifre per una ragazza classe 2005 e nata a Huixian, della quale i non addetti ai lavori non possono sapere altro, un po’ per mistero, un po’ per novità, molto perché il breaking è sport da iniziati come pochi, e tanto vale iniziare a fare l’abitudine a una disciplina in cui gli atleti si affrontano in “battaglie” – per quanto il termine appaia ben lontano dallo spirito olimpico, tant’è: il gergo è questo – alla meglio dei tre round da un minuto ciascuno, e saranno i giudici a decidere il vincitore.

Il programma del nuovo sport si svolgerà tutto in due giorni, il 9 e il 10 agosto, nell’area di Place de la Concorde. Per B-Boys e B-Girls, insomma, sarà per forza un’Olimpiade indimenticabile.

Le nuove Nazionali

ANSA

Lo sarà anche per il Sud Sudan, che avrà la sua squadra di pallacanestro maschile in campo a Parigi, per la prima volta ai Giochi, grazie a una politica di crescita del movimento figlia degli sforzi, anche economici, di Luol Deng, ex cestista di origine sudsudanese di cittadinanza britannica, capace di arrivare sino alla Nba e di rivoluzionare, da presidente federale, la storia del basket del suo paese natale. Nel calcio ha già esordito l’Uzbekistan, sempre in campo maschile: il Sud Sudan non aveva mai portato una sua squadra ai Giochi, in nessuno sport.

Una debuttante memorabile sarà anche la cilena Zhiying Zeng, detta Tania, che giocherà nelle gare di singolare del tennistavolo: la carta d’identità, alla voce data di nascita, scrive 17 luglio 1966, e ciò significa che la donna, di origine cinese ma in Cile ormai dal 1989, esordirà alle Olimpiadi a 58 anni compiuti.

Le Olimpiadi, dopo tutto, sono un concentrato di storie individuali dalle quali c’è sempre qualcosa da imparare e che invitano in qualche modo a trovare sempre un segno di positività nel mondo, e allora ecco che, al cospetto di una debuttante da record, ci sarà anche una vera e propria habituè, la georgiana Nino Salukvadze, classe 1969, che si presenterà nel tiro a segno per la decima edizione consecutiva dei Giochi, eguagliando il primato del cavaliere britannico Ian Millar.

Ecco: Salukvadze a Parigi 2024 sarà atleta, sì, ma anche allenatrice, perché alle gare maschili prenderà parte anche il figlio, Tsotne Machavariani, 26 anni, in quella che è evidentemente una saga di famiglia.

© Riproduzione riservata